Presentato lo studio sugli abusi sessuali su minori compiuti nella Chiesa cattolica in Germania dal 1946 al 2014

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Agenpress. Lo studio, durato quasi 4 anni, parla di 3.677 minori abusati in 68 anni da parte di sacerdoti, diaconi e membri di ordini religiosi. Il 62,8 per cento delle vittime è di sesso maschile.

Tre quarti delle vittime avevano un rapporto religioso o pastorale con gli accusati. Quando lo studio parla di abuso di potere collegandolo al clericalismo, intende “un sistema autoritario in cui il sacerdote può assumere un atteggiamento autoritario di dominanza nell’interazione con persone non consacrate, dato che la sua funzione e la sua consacrazione lo mettono in una situazione di superiorità”.

Gli abusati lamentano da parte degli accusati e dell’istituzione Chiesa la mancanza di una credibile ammissione delle proprie colpe e del proprio pentimento. Lo studio registra pochissime sanzioni di natura ecclesiale contro gli accusati e la pratica del semplice trasferimento, con il rischio di ricadute.

Riguardo alla prevalenza di vittime di sesso maschile, i ricercatori affermano: “Non ci sono sufficienti spiegazioni secondo cui è dovuta ad un’unica causa la netta prevalenza di bambini e ragazzi di sesso maschile tra le vittime di abusi sessuali da parte di religiosi della Chiesa cattolica. Qui si può parlare di molti fattori. Uno di questi potrebbe essere la presenza di varie e più numerose possibilità di contatto dei religiosi con bambini e ragazzi di sesso maschile. Prima del Concilio Vaticano Secondo, ad esempio, al servizio di ministrante erano ammessi solo i maschi. Inoltre, in passato, i maschi accolti nei collegi e negli istituti cattolici erano più delle bambine e ragazze”.

Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, cardinale Reinhard Marx, da parte sua ha ribadito in modo fermo: “L’abuso sessuale è un crimine. Chi è colpevole deve essere punito. Troppo a lungo nella Chiesa si è negato l’abuso, si è girato lo sguardo e si è tenuto nascosto.

Chiedo perdono per tutti i fallimenti e per tutto il dolore. Provo vergogna per la fiducia che è stata distrutta, per i crimini fatti a persone da parte di autorità della Chiesa e sento vergogna per i molti che guardano dall’altra parte, che non vogliono accettare quello che è successo e che non hanno pensato alle vittime. Questo vale anche per me. Non abbiamo saputo ascoltare le vittime. Questo non deve rimanere senza conseguenze! Le vittime hanno diritto alla giustizia”.

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