Convegno. “1988-2018: 30 anni dal primo trapianto di cellule staminali da sangue cordonale”

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Agenpress. Trent’anni dopo il primo trapianto di sangue del cordone ombelicale, sono disponibili nel mondo oltre 750.000 donazioni presso circa 150 banche pubbliche, che hanno consentito finora di eseguire oltre 35.000 trapianti emopoietici.

Ma anche se il numero dei trapianti eseguiti con il sangue cordonale si è ridotto negli ultimi anni, parallelamente al progressivo consolidamento del trapianto aplo-identico (che consente di aumentare la possibilità di reperire con minori costi un donatore rapidamente disponibile nella famiglia del ricevente), dall’analisi della RAND Corporation pubblicata nel 2017 (Challenges to the Sustainability of the U.S. Public Cord Blood System, RR1898-DHHS, 2017; www.rand.org/t/RR1898), si evince quanto il mantenimento degli investimenti pubblici a favore della rete nazionale delle banche, sia ad oggi molto importante, considerato che il valore sanitario annuale generato dalla rete nazionale pubblica di banche del sangue placentare degli Stati Uniti, legato all’aumentata sopravvivenza dei pazienti trapiantati, è ben superiore al costo operativo annuale di tale rete di banche.

Con riferimento all’Italia, nell’ottica del raggiungimento di un obiettivo condiviso di inventario nazionale, si necessita di una riorganizzazione della rete nazionale ITCBN, alla luce della sua sostenibilità, prevedendo la centralizzazione delle attività produttive di lavorazione e conservazione delle nuove unità cordonali in un numero limitato di banche (attualmente 18), che non dovrebbe essere superiore a 6.

Questo e molto altro è stato trattato in occasione del Convegno Nazionale Adisco dello scorso 15 novembre a Roma, in occasione del World Cord Blood Day e del trentennale dal primo trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE) da sangue cordonale (SCO).

ADISCO con il convegno “1988-2018: 30 anni dal primo trapianto di Cellule Staminali da Sangue Cordonale – Attualità e Prospettive”, ha voluto sottolineare l’importanza del dono del sangue del cordone ombelicale che le coppie di futuri genitori decidono di effettuare e cui scelta consapevole, rappresenta la concessione di un bene con finalità solidaristica gratuita, fruibile da chiunque nel mondo ne abbia bisogno. Soprattutto considerando che questo dono ci conferma che non negoziamo oggetti o cose, ma esaltiamo una ragionata generosità che travalica ogni possibile tentazione economica o ogni possibile scelta mercantile.

Lo SCO deve pertanto essere un dono prezioso per tutti i malati che ne hanno bisogno, sia per fini trapiantologici, sia per la creazione di gel piastrinico (attualmente già utilizzato su pazienti con piede diabetico soggetto ad ulcere, e per la cura dei bambini affetti da Epidermolisi Bollosa, conosciuta anche come “Sindrome dei bambini farfalla” una rara e invalidante malattia genetica che provoca bolle e lesioni sulla pelle e nelle mucose interne), sia per la creazione di un altro emocomponente topico, il collirio oftalmico (che trova utilizzo in ustioni della zona oculare, nelle ulcere corneali e nella sindrome da occhio secco, patologia molto comune che comporta danni anche molto gravi alla superficie dell’occhio e conseguenti difetti epiteliali corneali persistenti), che per l’impiego ad uso trasfusionale nei neonati pre-termine. Trasfusioni dove le emazie cordonali rappresentano in totale sicurezza una alternativa alla trasfusione di emazie dell’adulto.

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