S&P: altro che ripresa, 2018 annus horribilis per le costruzioni in Italia

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Agenpress. “Il 2018 è uno degli anni peggiori della storia per le grandi aziende italiane di costruzioni: le condizioni finanziarie di tutte le società del settore sono peggiorate e alcune hanno dato il via, o lo faranno presto, alla ristrutturazione del debito”. Così un report di S&P Global Ratings, che evidenzia il peggioramento della qualità del credito dei principali gruppi di costruzioni del nostro Paese, caratterizzati da una ‘leva elevata’, da esposizioni debitorie significative a breve termine e da una generazione di cassa debole.

In particolare, sottolinea l’agenzia di rating, il rapporto debito/mol medio delle tre aziende valutate (Salini Impregilo, Astaldi e Cmc Ravenna) è deteriorato negli ultimi anni passando dalle 3,8 volte del 2014 alle 5,3 volte del 2017 mentre, a livello europeo, lo stesso multiplo è migliorato da 2,5 volte sotto 1 volta

Quali i motivi delle difficoltà delle aziende italiane? La diversificazione in Paesi rischiosi e una aumentata concentrazione dei rischi su alcuni progetti.

Scendendo in un’analisi dettagliata delle singole compagnie, S&P Global Ratings sottolinea come quest’anno abbia tagliato il rating di Salini Impregilo da BB+ a BB e che il gruppo, per conservare i fondamentali del proprio rating, debba destinare buona parte dell’incasso proveniente dalla vendita di una divisione dell’americana Lane (555 milioni di dollari) per ridurre il debito.

Riguardo invece l’offerta non vincolante appena depositata per Astaldi, la posizione di S&P Global Ratings è molto chiara: “Vediamo uno spazio di manovra limitato negli attuali rating di Salini per assorbire qualsiasi investimento o acquisizione a debito. Se proseguirà nel proprio piano di acquisizione di Astaldi la sua generazione di cassa netta e il processo di riduzione del debito saranno frenati con possibili impatti negativi sul rating e sulla liquidità”

Per quanto riguarda la stessa Astaldi, S&P Global Ratings precisa di avere tagliato già quattro volte quest’anno il rating del gruppo, portandolo a D e che l’azienda, per quanto riguarda la posizione di liquidità, dipende dalle condizioni di finanziamento e dalla disponibilità delle banche a concedere linee di credito a breve termine. Infine c’è Cmc Ravenna, su cui S&P Global Ratings sottolinea di avere effettuato già tre downgrade e non esclude nei prossimi mesi un ulteriore taglio del merito di credito a seguito di una eventuale ristrutturazione del debito.

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