Terminata la missione in Uganda per i volontari di AFRON. 586 le donne visitate in tre giorni

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Agenpress – La recente missione in Uganda è durata circa due settimane e prevedeva un calendario fitto di impegni che i medici volontari, accompagnati da Titti Andriani, Presidente della Onlus e Alessio Di Carlo, Program Manager, sono riusciti a portare avanti con ritmi serrati e con un impegno senza sosta. Come sempre l’attività primaria è stata la campagna di sensibilizzazione e screening rivolta alle donne e condotta dai medici italiani volontari per AFRON: un ginecologo (Carlino Dagli Orti) ed una patologa (Karin Schurfeld), in affiancamento allo staff medico infermieristico del St. Kizito Hospital Matany.

In totale sono 586 le donne visitate in appena tre giorni, duranti i quali sono state riscontrate 11 lesioni precancerose e fortunatamente nessuna diagnosi di cancro.

Altra fase importante della missione è stato il corso di formazione oncologica rivolto a 140 infermiere ed ostetriche della Scuola Infermieristica e di Ostetricia del Matany Hospital, condotto dalla nostra oncologa volontaria Antonella Savarese, insieme al partner Uwocaso (Uganda Women’s Cancer Support Organisation). Scopo dei 3 giorni di corso è stato quello di addestrare le infermiere alla conoscenza dei tumori in modo da poter garantire in futuro adeguata assistenza medica alle donne nei loro villaggi.

Si è conclusa cosi la collaborazione con questo ospedale che ci ha ospitati per tre anni: “Mi dispiace moltissimo lasciare questi luoghi e lo staff locale e concludere questo triennio previsto dal protocollo d’intesa. In questa regione, la Karamoja, seppur difficile e arida, ci siamo sentiti a casa e abbiamo trovato un’umanità ed un’efficienza unica. Le prossime campagne di AFRON però, già dalla prossima missione si svolgeranno presso il Lacor Hospital, nel Nord Uganda. Cambiamo ospedale per portare la nostra expertise in altre regioni dell’Uganda, mentre il nostro obiettivo rimane invariato: diffondere la conoscenza del cancro, promuovere programmi di prevenzione e cura dei tumori e formare il personale medico ed infermieristico locale” con queste parole Titti Andriani ha voluto descrivere questo passaggio importante per AFRON.

Terminata la fase sanitaria della missione, i volontari sono tornati a controllare la cisterna realizzata a giugno scorso e donata alle studentesse della Kangole  Girls Secondary School nell’ambito del progetto “3C – Children Caring about Cancer insieme a Uganda Child Cancer Foundation (UCCF), di cui AFRON è “life member” dal 2010. La buona notizia è che la cisterna è perfettamente funzionante ed ha contribuito a mantenere vivo parte dell’orto realizzato dalle studentesse. Purtroppo, i cambiamenti climatici fanno sentire il loro effetto anche in queste zone, di conseguenza, una parte dell’acqua raccolta dalla cisterna è stata utilizzata per altri scopi primari. La cisterna ha quindi svolto a dovere la sua funzione aiutando la popolazione a superare questi mesi di forte siccità.

L’ultimo impegno per i volontari di AFRON, prima di rientrare in Italia, è stata la partecipazione al Gala Dinner organizzato dall’Ambasciatore italiano in Uganda, S.E. Domenico Fornara, nella serata inaugurale dell’Italian Week. L’ennesima testimonianza di apprezzamento e fiducia verso la nostra Onlus da parte delle istituzioni locali, che ci sostengono concretamente devolvendo i fondi della lotteria di beneficenza per sostenere il prossimo progetto ABLE+.

In questa vision di collaborazione sempre più forte, durante la cena è stata conferita la nomina a Socio Onorario di AFRON ad Anna Muscetta, moglie dell’Ambasciatore italiano in Uganda, che si è subito spesa, in occasione della chiusura della settimana dedicata alla cultura italiana, a favore dei bambini colpiti dal Linfoma di Burkitt. Sono loro infatti i destinatari delle iniziative del Progetto ABLE+.

E’ intenzione di AFRON diffondere la conoscenza di questo tumore infantile tra la popolazione ugandese rurale. L’identificazione  precoce di questa malattia equivale a salvare la vita del piccolo paziente. Continuate a seguirci per conoscere e sostenere la campagna #300times.

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