L’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime contro il “Porno per bambini” in tutte le sue fantasiose denominazioni e iniziative

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Agenpress – “Porno per bambini”. Il solo fatto di associare le due parole è raccapricciante. E ancora più sconvolgente che il Comune di Milano possa avere dato il benestare per l’allestimento di una mostra avente per oggetto immagini e rappresentazioni palesemente pornografiche che hanno per protagonisti personaggi delle favole durante rapporti sessuali di ogni genere e in ogni posizione, evento poi annullato in sèguito alle tantissime proteste indignate per questa assurda iniziativa”.

Questa la denuncia dell’Avvocato Elisabetta Aldrovandi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime. Come sostiene il Prof. Andreas Aceranti, responsabile per i rapporti con gli enti formativi dell’Osservatorio e psichiatra esperto in psicologia comportamentale, “Le favole e le fiabe sono importanti strumenti per incentivare nei bambini l’utilizzo dell’immaginazione. All’interno di esse le emozioni e i valori sono rappresentati in modo molto netto e distinto, da una parte vi è il male, dall’altra vi è il bene, da una parte il buono, dall’altra il cattivo e il finale viene sempre sigillato dal lieto fine, e i bambini si identificano con personaggi rassicuranti e vincenti, collocando invece, i loro sentimenti negativi nei personaggi cattivi. L’insegnamento finale è quello di continuare a perseguire il bene, perché è questo che vincerà, anche se nella realtà non è sempre. Lo sdoganamento della pornografia in un ambito fiabesco inquina queste realtà con la malizia tipica degli adulti che si dovrebbe contrapporre in modo diretto all’innocenza dei bambini. Anche se l’evento non era rivolto ai bambini l’uso di immagini di questo tipo può essere di ottimo spinto a qualche pedofilo che può trarne ispirazione per adescare bambini con lo specchietto di babbo Natale che si trastulla o Biancaneve che “gioca” con gli elfi.” “Per questo” conclude la presidente Avv. Elisabetta Aldrovandi “lanciamo un appello al Ministro per la Famiglia e la Disabilità e al Garante per i Diritti dell’Infanzia perché intervengano a monitorare e impedire campagne che palesemente inneggiano alla pornografia e che sfruttano personaggi nati per emozionare i bambini, per istigare squallide fantasie pornografiche, perché anche se il profilo Instagram originale di “Porno per Bambini” è stato chiuso, ne è stato aperto subito un altro con un nome diverso ma con i medesimi contenuti. Segnale, questo, che a poco servono le proteste se il problema non viene sradicato dalla radice”. 

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