Sen. Teresa Bellanova (PD): “Di Maio&C” la povertà non la combattono, la creano

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Agenpress. “Adesso è tutto chiaro: per poter finanziare le promesse elettorali, e prendere in giro ancora una volta di più i cittadini, colpiscono al cuore il lavoro, gli investimenti, i pensionati, il Mezzogiorno, i lavoratori del pubblico impiego.

Tagliano di 850milioni nel 2019 il fondo di cofinanziamento nazionale per l’utilizzo dei fondi europei e saccheggiano il Fondo coesione sociale per 800milioni. Raffreddano l’indicizzazione delle pensioni mettendo le mani in tasca ai pensionati. Riducono di 700milioni il Fondo investimenti, azzerano il credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, una misura che aveva dato risultati eccezionali, abrogano il credito di imposta Irap, cancellazione l’agevolazione Ires, riducono le risorse per il capitale immateriale, riprogrammano i fondi per la mobilità, uno dei driver di sviluppo più determinanti per il Paese.
Prima annunciano una rivoluzione nella pubblica amministrazione e poi bloccano il turn over e rinviano a data da destinarsi le assunzioni dei lavoratori.

Considerano nuove entrate la cancellazione del credito d’imposta per le imprese, una delle vie per produrre consolidamento ed espansione aziendale, e nuova e buona occupazione. Non a caso tagliano il Fondo per lo sviluppo del capitale immateriale, la competitività e la produttività, dando un colpo mortale a Impresa 4.0 e all’innovazione.

Il gruppo Mani di forbice messo in piedi da Di Maio&C. è passato come Attila, distruggendo tutto quello che serve alla produttività e all’occupazione e, anche se Di Maio distorce la lettura dei dati, la verità è che in questo Paese l’occupazione non cresce e invece cresce a macchia d’olio la disoccupazione e la precarietà.

Deve essere chiaro: stanno firmando la morte di tutto quello che significa made in Italy e della seconda manifattura d’europa.

Il futuro cui stanno condannato il Paese è da brivido. Come è da brivido qualsiasi dichiarazione di ministri incompetenti e in cerca d’autore che considerano la Legge di bilancio dello Stato un fogliettino da drogheria, che hanno esautorato il Parlamento di qualsiasi ruolo e ridotto la democrazia a un mero passaggio di carte, la cui vera pericolosa entità né noi né i cittadini conoscono ancora”.

Così la Senatrice Teresa Bellanova.

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