Bimba picchiata. Convalidato il fermo per tentato omicidio. La madre nega maltrattamenti in famiglia

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Agenpress – Il gip del tribunale di Velletri ha convalidato il fermo per Federico Zeoli,  arrestato per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia, che la sera del 13 febbraio, solo in casa con le due gemelle, si è scagliato contro la piccola riempiendola di botte e di morsi, fino a ridurla in fin di vita. Il ragazzo ha confessato di averla picchiata perché “piangeva troppo” e di “aver perso la testa”.

La bimba è ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma, mentre le due sorelline  sono state affidate a una casa famiglia. Le condizioni di salute della bimba migliorano lentamente dopo il trasferimento all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, dove si trova ricoverata nel reparto di terapia intensiva con prognosi riservata. Secondo le informazioni apprese, l’episodio di violenza si è consumato in un contesto familiare degradato, sia Federico che Sara, madre di tre figlie avute da una precedente relazione, sono disoccupati e il loro rapporto si stava logorando. Le tre bambine erano già seguite dai servizi sociali, poi, la decisione di toglierle momentaneamente alla donna e di affidarle alle cure di una casa famiglia protetta della Capitale.

Il sospetto degli inquirenti è che non era la prima volta.  La bimba di 22 mesi ora ricoverata in Terapia intensiva al Bambino Gesù di Roma in condizioni critiche, ma che lentamente migliorano, potrebbe essere stata picchiata dal patrigno già in passato, come testimonierebbero tra l’altro alcuni segni meno recenti trovati dai medici sul corpo della piccola. Ed è questa la possibile svolta nelle indagini, oltre alla bimba potrebbero essere state picchiate dal 25enne anche la gemellina (che ha assistito impotente alle percosse) e anche la sorella maggiore delle due bimbe, che la sera del 13 febbraio si trovava in compagnia della madre dal nonno a Pavona.

Ma la mamma Sara lo ha smentito a Pomeriggio 5: “Fatemi vedere le mie bambine. Non era mai stato violento con me e con le bambine, non alzava nemmeno la voce:  era una persona che ci voleva bene altrimenti non le avrei lasciate sole con lui. Sono le mie bambine, il mio sangue. E lui non doveva farlo. I bambini non si toccano. Ora deve deve pagare, non lo perdonerò mai. Per lui provo odio e schifo. Però adesso fatemi vedere le mie bimbe: ho avuto problemi in passato, ma sono sempre stata una buona madre: ho combattuto per averle e per crescerle e lo farò ancora”.

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