Terminata la prima missione del 2019 dei volontari di Afron – Risultati del progetto ABLE

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Agenpress. Sono tornati in Uganda dal 13 al 21 febbraio i volontari di Afron Oncologia per l’Africa Onlus con una missione ben precisa: regalare sorrisi ai piccoli pazienti del reparto oncologico dell’ Uganda Cancer Institute di Kampala e del Lacor Hospital.

La missione speciale, che si ripete ogni anno, è culminata come sempre con l’evento #SmiligToy ed è inserita anche nel più ampio contesto della campagna #300TIMES, recentemente lanciata dalla Onlus e sostenuta anche dall’Ambasciata Italiana in Uganda. Partiti da Roma con valige pieni di giochi raccolti grazie alla generosità dei nostri sostenitori, i volontari hanno distribuito giocattoli e magliette, portato allegria e colorato i corridoi delle strutture mediche, perché siamo convinti che i piccoli eroi che combattono contro un cancro devono farlo, oltre che supportati da adeguate cure mediche,  colmi di speranza, con tutta la loro energia e in un ambiente a loro più congeniale possibile.

Distribuito quindi il prezioso carico e fatto il pieno di sorrisi, perché come ricorda Titti Andriani, Presidente di Afron, in un post sulla pagina Facebook, la loro gioia è la nostra commozione, la missione si è spostata sui binari della conferenza stampa per i risultati ottenuti dal progetto ABLE – Awareness on Burkitt Limphoma Eradication – condotto con il partner Soleterre – Strategie di Pace Foundation ed il Lacor Hospital di Gulu. Il progetto è stato sostenuto dall’Associazione ALCLI Giorgio e Silvia di Rieti e dall’Ambasciata Italiana in Uganda. In un anno sono stati inseriti nel progetto 33 bambini colpiti dal Linfoma di Burkitt, di questi 15 sono completamente guariti, 9 sono attualmente ancora in cura e purtroppo 9 piccoli pazienti non sono sopravvissuti. Secondo i dati forniti dal Lacor Hospital, nel 2017 moriva il 47,05% dei bambini colpiti dal Linfoma di Burkitt, oggi questa percentuale è scesa al 27,27%.

Un’inversione di tendenza che ci riempie di gioia e che fa ben sperare, ma che ci obbliga a continuare con maggiore impegno nel solco tracciato e che sta portando i frutti sperati. Tra i piccoli fortunati che sono sopravvissuti, grazie al progetto ABLE, c’è Solomon, un bimbo di 8 anni che vive a Kamdini, 80 km da Gulu. Nel 2016 comincia a star male, le sue gambe si paralizzano e rimane cosi per 17 mesi. Quando viene trasportato presso il Lacor Hospital affronta numerosi cicli di chemioterapia che gli salveranno la vita. Oggi le gambe di Solomon sono ancora un po’ rigide ma questo, afferma Titti Andriani, “non gli ha impedito di scalmanarsi durante la festa Smiling Toy.

Lo abbiamo visto ballare insieme a tutti gli altri bimbi presenti: è stata un’emozione fortissima”. Nonostante i nove bimbi che non sono sopravvissuti alla malattia, i dati del progetto ABLE sono da valutare in maniera positiva e vanno nella direzione indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha lanciato come nuovo obiettivo quello di alzare al 60% il tasso di sopravvivenza dei bambini colpiti da cancro nei paesi a basso e medio reddito. Per ora, grazie anche al progetto ABLE, la percentuale di sopravvivenza per il 2018 si attesta al 45,45%. Un impegno sottolineato anche dalla Vice Ministro della Salute ugandese, Dr. Joyce Moriku, presente all’International Childhood Cancer Day, celebrata insieme ai volontari AFRON lo scorso 15 febbraio presso l’Uganda Cancer Institute di Kampala. Presente alla Giornata anche l’Ambasciatore Italiano in Uganda, S.E. Domenico Fornara, che nei suoi interventi ha ricordato l’importanza della cooperazione in campo sanitario, come quella proficua che si è instaurata tra Italia e Uganda, che con progetti comuni portano avanti campagne di sensibilizzazione contro il cancro, anche grazie alla collaborazione di Onlus come Afron.

Il nostro impegno contro i tumori quindi continua con il pieno sostegno delle istituzioni locali e il riconoscimento di quelle italiane, dei partner ugandesi ed italiani, spendendo le nostre energie anche nel progetto appena varato ABLE+. Questo nuovo programma è la naturale prosecuzione di ABLE concluso lo scorso dicembre 2018, ma sarà condotto anche a favore delle donne. ABLE+ infatti si pone come obiettivo quello di migliorare la sopravvivenza dei bambini affetti da Linfoma di Burkitt, ma introduce anche un nuovo impegno per la protezione dai tumori femminili nell’Uganda settentrionale. Dal prossimo giugno  il progetto ABLE+ si svolgerà in particolare nelle regioni Lango e West Nile dove, secondo le statistiche storiche dell’ospedale, c’è una maggiore incidenza di tumori infantili. I beneficiari diretti saranno 500 bambini coinvolti nelle attività di screening, diagnosi precoce e follow-up e le loro famiglie che impareranno a prendersi cura efficacemente dei propri bambini; 1.500 donne coinvolte nelle attività di sensibilizzazione e screening senologico e ginecologico; il personale medico e infermieristico del Lacor Hospital e dei Centri di Salute dove verranno organizzate le campagne; i tecnici del laboratorio di analisi cliniche del Lacor Hospital.

beneficiari indiretti invece saranno: circa 5.000 persone delle comunità Lango e West Nile che riceveranno informazioni e sensibilizzazione sulle tematiche oncologiche ed in particolare sul Linfoma di Burkitt; circa 3.000 persone delle comunità locali Acholi che verranno informate e sensibilizzate sulle tematiche dei tumori femminili; i pazienti del Lacor Hospital che riceveranno in tempi più brevi e con una maggiore qualità i risultati degli esami diagnostici. Un impegno importante da portare avanti per i prossimi due anni, ma siamo sicuri che è una sfida che vinceremo insieme ai nostri sostenitori.

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