Capretto sgozzato. Si stringe il cerchio attorno ai “satanisti fai da te”

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Agenpress – Era stata ritrovata due settimane fa ad Arluno in provincia di Milano la borsa contenete i resti e la testa di capretto. Da subito due erano state le ipotesi formulate dagli animalisti attorno a questo ritrovamento, si era parlato infatti di macellazione clandestina o di rito satanico.

Ora a distanza di pochi giorni, nonostante il silenzio che ufficialmente circonda la vicenda, appare evidente che il ritrovamento è da far risalire ad un rito sacrificale probabilmente di qualche gruppo di “satanisti fai da te” operanti nella zona a confine tra le provincie di Milano, Novara e Varese che secondo “le voci” raccolte da diversi animalisti avrebbero compiuto nel tempo altri riti sacrificali seguendo gli stessi criteri (testa tagliata ed eviscerazione dei capretti usati) i cui resti sarebbero stati rinvenuti nel tempo in diverse località della zona.

Che nella zona a cavallo delle tre provincie e per la precisione nei boschi delle vicinanze della diga del Pan Perduto (dove il lago Maggiore confluisce nel Ticino e nei canali Villoresi e Regina rispettivamente sui versanti lombardi e piemontesi della sponda del Ticino) operino dei gruppi esoterico-satanisti era noto, che gli stessi fossero dediti ai sacrifici di animali non era da escludere, e anche l’abbandono del sacchetto ad Arluno rientra nelle simbologie di questi gruppi, infatti la distanza tra Somma Lombardo comune dove si trova la diga ed Arluno è di 27 km in linea d’aria, secondo gli esoterici il 27 è un numero degli angeli, quindi il ritrovamento di quel sacchetto proprio a 27 km di distanza secondo gli esperti potrebbe richiamare lo sfregio alle divinità del bene richiamati proprio dal numero 27. “Purtroppo parlando delle cose esoteriche non possiamo ragionare in maniera lineare, ma dobbiamo entrare nelle simbologie e nelle elucubrazioni mentali di questa gente- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma quello che per ciascuno di noi può apparire assurdo per loro ha una motivazione, ecco perchè siamo quasi certi che questo sacchetto che conteneva i resti del povero capretto non è stato posto li per caso, ora – conclude Croce- invitiamo la gente che sa a darci notizie in modo che questi criminali possano essere messi in condizioni di non nuocere più evitando i loro assurdi riti e sacrifici di morte”.

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