Ousseynou Sy: “Sentivo le voci dei bimbi morti in mare che mi dicevano di fare un gesto eclatante”

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Agenpress – “Questa cosa l’avevo in mente da un po. Volevo andare a Linate, prendere un aereo per tornare in Africa e usare i bambini come scudo”, avrebbe detto Ousseynou Sy ma il suo legale ha precisato che l’intento era quello di andare a Linate da solo. Sy avrebbe anche fornito giustificazioni sulla presenza del coltello a bordo.  “Sono quelli che alcuni autisti portano con sé, altri portano mazze e bastoni” – e ha detto di non aver incendiato il bus perché l’accendino che aveva con sé era scarico.

Per gli inquirenti fu lui ad appiccare il fuoco al pullman, mentre Sy sostiene che le fiamme divamparono accidentalmente. Ma gli investigatori dei carabinieri e la procura stanno lavorando su tutte le dichiarazioni dell’uomo, un “lupo solitario”, come è stato definito, senza collegamenti con organizzazioni come l’Isis, ma che ha premeditato e messo in atto un gesto che è terrorismo, per la procura, che lo ha indagato per sequestro di persona, incendio, resistenza e strage con l’aggravante della finalità terroristica, appunto.

L’uomo di origini senegalesi ma cittadino italiano dal 2004, ha confermato la premeditazione e come fattore “scatenante”,  il caso della nave Mare Jonio, “la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso”. “Sentivo le voci dei bambini morti in mare che dicevano ‘fai qualcosa di eclatante per noi ma non fare del male a questi bambini”.

Durante l’interrogatorio sarebbero emersi anche “segnali di squilibrio” da parte del 47enne, per il quale l’avvocato ha già chiesto una perizia psichiatrica. In particolare, secondo fonti dell’anti terrorismo (poi confermate anche dal legale dell’autista) Sy avrebbe detto che sentiva “le voci dei bambini morti in mare” che gli chiedevano di fare “qualcosa di eclatante” per loro, senza però fare del male ai 51 bimbi sequestrati sul bus. “Ha evocato circostanze non fattuali e si è espresso in termini tali da far ritenere ai presenti  che ci sia un possibile squilibrio psichico conclamato”, ha spiegato l’avvocato. Confermato anche il movente del dirottamento del bus fornito dal conducente: “Nessuno dall’Africa deve venire in Europa”, avrebbe detto l’uomo che ha poi però lodato le politiche italiane in tema di immigrazione perché l’Italia è l’unica “che ci mette dei soldi”.

 

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