venerdì, Maggio 24, 2019
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Le banche italiane finanziano solo le grandi imprese

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Agenpress. Malgrado una decina di istituti di credito sia stata costretta alla chiusura e un altro paio abbia evitato la stessa fine grazie all’intervento pubblico, in linea generale le banche continuano ancora adesso a premiare chi affidabile non è, penalizzando tutti gli altri.

Un’anomalia tutta italiana che negli ultimi anni ci ha costretto  – anche a causa della mancata restituzione dei prestiti in massima parte ascrivibili a famiglie industriali, a gruppi societari e a grandi aziende – un maxi salvataggio di oltre 60 miliardi di euro: per oltre un terzo a carico dei contribuenti, il resto suddiviso tra azionisti, obbligazionisti e istituti bancari concorrenti. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.

La denuncia della CGIA è la seguente: la quota di finanziamento per cassa ottenuta dal primo 10 per cento degli affidati è stata pari, al 31 dicembre 2018, all’80,7 per cento del totale, mentre la quota di sofferenze in capo sempre a questo segmento di clientela è il 77,2 per cento del totale. Non si tratterà sempre degli stessi soggetti, tuttavia, la probabilità che molti di questi lo siano è molto elevata. Per contro, il restante 90 per cento dei clienti (artigiani, negozianti, famiglie, partite Iva, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori, etc.), ottiene solo il 19,3 per cento dell’intero stock di finanziamenti per cassa erogati, sebbene l’incidenza delle sofferenze bancarie riconducibili a questi soggetti sia soltanto il 22,8 per cento.

“E’ palese a tutti – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – che questo primo 10 per cento di affidati non è certamente costituito  da piccoli imprenditori o da titolari di partite Iva, ma quasi esclusivamente da grandi gruppi o società industriali. In linea generale non ci sarebbe nulla da obbiettare se questi ultimi fossero solvibili.

Dall’analisi della distribuzione del tasso di insolvenza, invece, emerge che la stragrande maggioranza è concentrata nelle mani di questo ristrettissimo club di clienti migliori. Insomma, nei rapporti tra banche ed imprese tutto è clamorosamente rovesciato: chi riceve la quasi totalità dei prestiti presenta un livello di affidabilità bassissimo, mentre chi dimostra di essere un buon pagatore ottiene il denaro con il contagocce”.

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