Papa: siamo tutti debitori di Dio, anche i santi

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Agenpress. Come abbiamo bisogno del pane, che abbiamo chiesto al Padre poco prima, “così abbiamo bisogno del perdono. Ogni giorno”. Perché, chiarisce il Papa “Il cristiano che prega chiede anzitutto a Dio che vengano rimessi i suoi debiti, cioè i suoi peccati”. Anche se fossimo perfetti, “santi cristallini che non deflettono mai da una vita di bene”, aggiunge il Pontefice, “restiamo sempre dei figli che al Padre devono tutto”.

Questo è l’atteggiamento più pericoloso di ogni vita cristiana: l’orgoglio. È l’atteggiamento di chi si pone davanti a Dio pensando di avere sempre i conti in ordine con Lui: l’orgoglioso crede che ha tutto al suo posto.

Ci sono peccati che si vedono e peccati che non si vedono, peccati nascosti. Il peggiore di questi, ricorda Il Papa, “è la superbia”.

Il peccato divide la fraternità, sottolinea il Pontefice ci fa presumere di essere migliori degli altri”, ci fa credere “che siamo simili a Dio”. E invece davanti a Dio siamo tutti peccatori, e abbiamo motivo di batterci il petto. “Se tu vuoi ingannare e stesso, dì che non hai peccato: ti stai ingannando”.

Siamo debitori anzitutto perché in questa vita abbiamo ricevuto tanto: l’esistenza, un padre e una madre, l’amicizia, le meraviglie del creato. Anche se a tutti capita di attraversare giorni difficili, dobbiamo sempre ricordarci che la vita è una grazia, è il miracolo che Dio ha estratto dal nulla.

Se ascoltiamo la storia di qualche persona che ha sbagliato, un carcerato, un condannato, un drogato, ricorda Francesco, ci domandiamo “chi debba essere incolpato dei suoi sbagli, se solo la sua coscienza, o la storia di odio e di abbandono che qualcuno si porta dietro”. E questo è il mistero della luna: “amiamo anzitutto perché siamo stati amati, perdoniamo perché siamo stati perdonati. E se qualcuno non è stato illuminato dalla luce del sole, diventa gelido come il terreno d’inverno”.

Come non riconoscere, nella catena d’amore che ci precede, anche la presenza provvidente dell’amore di Dio? Nessuno di noi ama Dio quanto Lui ha amato noi. Basta mettersi davanti a un crocifisso per cogliere la sproporzione: la sproporzione! Egli ci ha amato e sempre ci ama per primo – conclude il Papa -.

 

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