Di Maio: non riconosco più Salvini. Offeso per caso Siri? Tolta felpa difende la casta

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Agenpress – “Sull’autonomia ero pronto un mese fa. Sto chiedendo da un mese un vertice di governo, ma dopo la richiesta di dimissioni di Siri il capo della Lega l’ha presa sul personale”.

Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio rispondendo alle domande dei giornalisti in Senato nel corso di una conferenza sulla sanità. “Sono disponibile ma senza vertice per dirimere temi e nodi non si può procedere. Se si va a rilento la Lega lo chieda a se stessa. Sono offesi per caso Siri? Lo rifarei altre cento volte”.

A Matrix ha detto che “i primi sei mesi di governo Salvini si presentava come una persona interessata ai problemi della gente, ora non lo riconosco più. E’ come si fosse tolto la felpa e avesse messo l’abito buono della vecchia politica. Nel caso Siri si è schierato a difesa della casta”.

Da quando c’è stato il caso Siri la Lega l’ha presa sul personale. Sto chiedendo un vertice di governo (per sciogliere i nodi in sospeso,) e vedo un po’ di irritazione”.

Di Maio prosegue in Senato ribadendo che  “questo è l’unico governo possibile e dopo il 26 maggio le cose si tranquillizzeranno”. ma a “me dispiace che il decreto Sicurezza bis non parli di rimpatri. Perché già il fatto che stiamo facendo un bis fa capire che c’è qualcosa che ci siamo dimenticati nel precedente”.

Secondo il ministro del lavoro, bisogna “favorire con norme e stanziamenti economici gli accordi di cooperazione allo sviluppo di paesi di provenienza di queste persone per poter attuare i rimpatri”.

“Ogni volta che io vedrò delle derive di ultradestra o scomposte lo dirò. Prima delle elezioni europee e anche dopo. Il M5s è un argine alle derive di questo Paese sia quelle corruttive che a quegli atteggiamenti che alimentano tensioni nel Paese”, aggiunge  sottolineando che è da “4 mesi che è cambiato qualcosa nell’atteggiamento della Lega” e lamentando che prima l’atteggiamento della Lega aveva “posizioni molto più moderate”.

 

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