Finanziamenti illeciti. Indagati il presidente di Confindustria Lombardia e lʼeuroparlamentare FI Lara Comi

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Lara Comi, europarlamentare Forza Italia

Agenpress – Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e presidente dell’azienda Officine Meccaniche Rezzatesi, è indagato per finanziamento illecito nella maxi indagine della Dda di Milano che 8 giorni fa ha portato a 43 misure cautelari. A Bonometti, sentito dai pm, è stato contestato un finanziamento da 31mila euro a un’impresa in cui risulta socia Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia. Anche l’esponente azzurra risulta indagata.

A Bonometti viene contestato, in particolare, di aver emesso una fattura da 31mila euro nel gennaio 2019 da Omr holding per una consulenza, sotto forma, in realtà, di acquisto di una tesi di laurea reperibile anche online alla società dell’europarlamentare Lara Comi, candidata per le prossime elezioni. I soldi poi sarebbero andati a finanziare illecitamente la campagna elettorale.

“La consulenza era regolare e non c’è stato alcun finanziamento illecito”,  sostiene il difensore di Laura Comi, l’avvocato Gian Piero Biancolella.

Bonometti “non ha ancora ricevuto alcun documento ufficiale” ma, secondo quanto fatto sapere dal suo staff, “ha appreso la notizia dalla stampa”. Nella giornata di martedì il presidente di Confindustria Lombardia è stato sentito come persona informata sui fatti dai magistrati milanesi che indagano sulla presunta rete di corruzione che avrebbe caratterizzato la spartizione di appalti in Lombardia.

L’industriale, che è a capo delle Officine Meccaniche Rezzatesi e di Confindustria Lombardia dal novembre 2017, è solo uno dei numerosi testimoni ascoltati dai pm Silvia Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno e solo uno degli indagati nell’inchiesta che sta colpendo politici e imprenditori.

Marco Bonometti ha però negato che la fattura da 31mila sia un finanziamento al partito. Lo ha detto anche martedì sera durante l’interrogatorio con i magistrati di Milano che hanno sospeso l’esame quando, secondo l’accusa, stava emergendo l’ipotesi di finanziamento illecito ai partiti. Con Bonometti non c’era il suo legale di fiducia, l’avvocato bresciano Luigi Frattini, ma un amministratore della Omr holding. Bonometti avrebbe spiegato di aver sostenuto economicamente diverse campagne elettorali senza farne mistero.

Altri due imprenditori, probabilmente sempre sentiti nelle ultime ore, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di finanziamento illecito alla società riconducibile a Lara Comi. Finanziamento che sarebbe avvenuto con un meccanismo simile. Per tutta la giornata di martedì, oltre all’industriale bresciano Bonometti, sono stati ascoltati testimoni e indagati tra cui anche un’avvocatessa ligure citata da Giuseppe Zingale, dg dell’ente Afol Metropolitana, come colei che, tramite l’eurodeputata forzista Lara Comi, ha ricevuto consulenze dall’ente per un progetto, come ha spiegato lo stesso dirigente interrogato dal gip Raffaella Mascarino, che si proponeva di lanciare l’Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro in Europa.

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