Conclusa la missione del Sottosegretario Merlo a Caracas, l’appello all’Onu: “Dia priorità alla crisi in Venezuela”

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Agenpress. Si è conclusa la missione del Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo a Caracas, dove in rappresentanza dell’Italia ha preso parte agli incontri del Gruppo di contatto ristretto, formato dai viceministri degli Esteri di cinque Paesi: Italia, Spagna, Svezia, Uruguay e Portogallo. L’obiettivo del gruppo internazionale è lo stesso fin dall’inizio: facilitare il dialogo tra Maduro e le forze politiche di opposizione affinchè in Venezuela possano tornare libertà e democrazia, attraverso elezioni libere e trasparenti, con una transizione pacifica e senza violenza.

Il Gruppo, nella sua missione a Caracas, ha incontrato Juan Guaidó e le principali forze politiche dell’opposizione, con i loro coordinatori nazionali – Accion Democratica, Enry Ramos; Primero Justicia, Enrique Capriles; Un Nuevo Tiempo, Manuel Rosales; Voluntar Popular, Martinez Motola -, ma ha avuto anche un colloquio diretto con Nicolas Maduro,  il suo ministro degli Esteri, Jorge Arreaza e i principali esponenti del PSUV.

Il Sottosegretario agli Esteri Merlo, inoltre, sempre accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia in Venezuela, Silvio Mignano, ha avuto una colazione privata con Juan Guaidò, nell’Ambasciata d’Italia a Caracas.

“Abbiamo potuto osservare, durante e dopo gli incontri, che da parte dell’opposizione c’è una volontà totale di preparare una transizione democratica veloce, dunque andare a elezioni trasparenti, democratiche e controllate da organismi internazionali prima possibile”, riporta il Sottosegretario Merlo, presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, che continua: “Da parte di Maduro, invece, e da parte dei suoi punti di riferimento politici e parlamentari, c’è una posizione piuttosto dubbiosa per quanto riguarda la possibilità di nuove elezioni”.

“L’impressione – osserva Ricardo Merlo – è che Maduro e i suoi utilizzino il dialogo per andare avanti con questo status quo, perché sembrerebbe che non vogliono confrontarsi con nuove elezioni trasparenti. La cosa più ridicola, secondo me, è il fatto che Maduro si sia dimostrato disponibile a indire nuove elezioni solo per l’Assemblea Nazionale, ovvero il Parlamento venezuelano (presieduto da Juan Guaidò, l’unico organismo riconosciuto a livello internazionale ndr), dove lui non ha la maggioranza”.

Tra le altre cose, riferisce ancora il Sottosegretario Merlo, “Maduro ha definito Leopoldo Lopez (uno dei più forti oppositori a Maduro, ndr) un fascista e Guaidò un neofascista. Li ha chiamati estremisti, affermando di essere Lui, Maduro, a rappresentare, con il proprio partito, il centro moderato. La mia sensazione – commenta il senatore eletto all’estero – è che Maduro sia fuori dalla realtà. Parla di un paese che non esiste”.

Tra gli incontri portati avanti dal Gruppo di contatto, anche quello con la chiesa cattolica venezuelana. Il vicepresidente della conferenza episcopale venezuelana, il vescovo Biord, “ci ha dato la sua fotografia dell’attualità che vive il Venezuela, descrivendo una realtà sconvolgente”, fa sapere il Sottosegretario Merlo.

“Biord ci ha raccontato che ci sono bambini che muoiono di fame, gente che muore perché mancano i medicinali, si arriva a morire di diabete o di ipertensione arteriale. Il vescovo ci ha anche detto che alcune persone, visto che il costo per un funerale si aggira intorno ai 500 dollari (ovvero un sacco di soldi in Venezuela, ndr), seppelliscono i propri cari nel giardino di casa propria, utilizzando scatole di cartone. La situazione – evidenzia Merlo – è davvero terribile”.

Il futuro del Venezuela è tutto da disegnare. Secondo Maduro tutto ciò che sta accadendo è colpa dei suoi eterni nemici, gli Stati Uniti: accusa l’imperialismo e i poteri internazionali. “Ci ha detto – dichiara Merlo – che lui sa, attraverso i suoi servizi segreti, che gli Usa stanno preparando una invasione militare e che sarà un massacro, ha usato proprio questa parola, perché, ha assicurato, lui resisterà fino alla fine, con due milioni di miliziani, secondo lui, pronti a imbracciare le armi”.

“Guaidò, invece, è un giovane che vuole confrontarsi con le elezioni prima possibile, anche con quelle per l’Assemblea Nazionale che lui stesso presiede – osserva ancora il Sottosegretario Merlo -; lui e i suoi collaboratori più stretti, insieme a tutti i partiti dell’opposizione, stanno lavorando a un progetto politico ed economico per portare il Paese fuori dall’iperinflazione, per far rientrare capitali venezuelani e tornare a crescere. Oggi qui l’economia è distrutta, non esiste la moneta, non c’è contante, il Pil sprofonda anno dopo anno e i salari non arrivano a dieci dollari al mese”.

“Evidentemente – è la riflessione del Sottosegretario Merlo – questo è un Paese senza stato di diritto, in cui è stata uccisa la democrazia e le violazioni del diritti umani sono all’ordine del giorno. Maduro ha disconosciuto l’unico organismo eletto democraticamente, ovvero l’Assemblea Nazionale, non esiste libertà di stampa, i media sono tutti schierati con il regime. Non esiste spazio per l’opposizione. Chi si oppone a Maduro viene incarcerato, i deputati dell’opposizione vengono perseguiti, ad oltre venticinque di loro è stata revocata l’immunità parlamentare. Due sono rifugiati nell’Ambasciata d’Italia a Caracas, altri come José López in quella Spagnola e cosí vía. Si tratta di una dittatura civico-militare che sta distruggendo il Venezuela. Se questa situazione si allungasse nel tempo le conseguenze umanitarie economiche e sociali sarebbero devastanti. Rivolgo un appello all’ONU e alle organizzazioni internazionali di diritti umani, affinchè si occupino del Venezuela e si impegnino a trovare soluzioni rapide ed efficaci ad una crisi umanitaria divenuta ormai insostenibile”.

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