Nuove epatiti: attenzione ma senza ingenerare allarmismi

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In totale nel mondo sono stati segnalati finora circa 190 casi di epatite grave nei bambini, secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)

AgenPress. “In Italia abbiamo una decina di segnalazioni, un trapianto è stato fatto e tre casi sono confermati”. Rispetto a quanto evidenziato in queste ultime settimane sulle nuove forme di epatiti acute che colpiscono i bambini, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri esclude “un legame con il vaccino anti Covid, perché non è disponibile per le fasce di età in cui si sono verificate. Ed è escluso un legame con il Sars-Cov-2, salvo cross-reattività o concomitante infezione”.
L’ipotesi “più verosimile sembra essere l’adenovirus, che in genere non provoca epatiti ma, in concomitanza con un’altra infezione o altri fattori, può causare un danno epatico”.
Sileri precisa inoltre che “nella maggioranza dei casi è stata identificata positività all’adenovirus. Ma non basta a stabilire una relazione”.
Per il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, bisogna fare attenzione evitando di creare allarmismo. Le Regioni “attenzioneranno i casi, ma usiamo cautela. Stiamo parlando di pochi casi che devono ancora essere monitorati seriamente.
Inoltre deve ancora essere fatta un’analisi seria. Non creiamo allarmismo prima del dovuto, vediamo concretamente di cosa si tratta. Nel caso capiremo come affrontarla e a cosa è dovuta”, ribadisce il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni.
“Per ora si tratta soltanto di ipotesi – rileva Fedriga – senza alcun tipo di base. Io sono abituato a parlare quando mi danno perlomeno delle ipotesi strutturate non delle ipotesi a sensazione, perché rischiamo di fare dei danni”. Occorre “usare sempre la massima attenzione, non c’è dubbio, ma anche non lanciare qualcosa che non è avvalorato da nessun dato”.
Il Ministero della Salute ha emanato la circolare 23 aprile 2022 sui “Casi di epatite acuta a eziologia sconosciuta in età pediatrica”, segnalati inizialmente dal Regno Unito all’Organizzazione Mondiale della Sanità in cui si riporta l’aggiornamento della situazione epidemiologica al 22 aprile 2022, le definizioni di caso attualmente in studio da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’attuale valutazione del rischio, le azioni intraprese a livello nazionale, le indicazioni per la segnalazione dei casi e le raccomandazioni per la gestione dell’evento in oggetto.
Infine l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha aggiornato il numero dei casi e la descrizione delle attività in corso, ha proposto una definizione di caso leggermente modificata e sottolineato come la priorità sia determinare l’eziologia. Una nuova revisione è stato effettuata dall’OMS il 25 aprile.
In totale nel mondo sono stati segnalati finora circa 190 casi di epatite grave nei bambini, secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
Al momento – spiega l’Istituto superiore di sanità –  nessuna delle teorie formulate sull’origine ha avuto un riscontro attraverso evidenze scientifiche. Inoltre ogni anno in Italia, come negli altri paesi, si verifica un certo numero di epatiti con causa sconosciuta, e sono in corso analisi per stabilire se ci sia effettivamente un eccesso. Le ipotesi iniziali del team di indagine nel Regno Unito proponevano una eziologia infettiva o possibile esposizione a sostanze tossiche. Informazioni dettagliate raccolte attraverso un questionario relativo a cibi, bevande, abitudini personali dei casi non hanno evidenziato esposizioni comuni. Le indagini tossicologiche sono in corso, ma una eziologia infettiva sembra essere più probabile in base al quadro epidemiologico e clinico.
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