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Ocse. Pil Italia +5,9%,ritorno a livelli 2019 nel 2022. Promuovere la crescita e creazione posti lavoro

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AgenPress – “Il generoso sostegno del Governo ha mitigato le perdite di posti di lavoro  e le avversità, e ha altresì preservato la capacità produttiva”.

Così l’Ocse nella Economic Survey sull’Italia, aggiungendo che “le garanzie sui prestiti e le moratorie sul rimborso del debito hanno sostenuto la liquidità delle imprese e ne hanno limitato i fallimenti. I regimi di lavoro a tempo ridotto e il divieto di licenziamento sono stati integrati da un sostegno al reddito per coloro che non beneficiano  delle reti di sicurezza esistenti, unitamente al rinvio delle date di pagamento delle imposte dovute. La frequenza scolastica e i risultati dell’istruzione risultano  peggiorati per gli individui più svantaggiati; per contro,  l’isolamento sociale dovuto al lockdown si è associato  a un aumento della violenza domestica”.

Per l’Ocse, “un significativo sostegno fiscale nel 2021 favorirà la ripresa nel breve termine, con l’accelerazione deitassi di vaccinazione e l’allentamento  delle restrizioni. Più ingenti investimenti pubblici, ivi inclusi quelli finanziati dai fondi Next Generation EU, unitamente a una maggiore fiducia e livelli di  domanda più elevati, sosterranno gli investimenti nel settore privato”.

E “tuttavia, rispetto ad altre grandi economie – avverte l’organismo parigino – in Italia la ripresa continuerà  a ritardare, con un Pil che recupererà i livelli del  2019 solo nel primo semestre del 2022. Si prevede  altresì un aumento dei consumi allorché le famiglie  saranno in grado di utilizzare parte dei loro risparmi  e i livelli di occupazione aumenteranno”.

L’Ocse definisce quindi “necessarie” le riforme della finanza pubblica “per favorire una crescita più rapida e un aumento quantitativo e qualitativo dei posti di lavoro”. “Nonostante una spesa pubblica relativamente elevata, la spesa che può sostenere meglio la crescita e il benessere è modesta e ha altresì subito un decremento”.

“I fondi di sovvenzione di Next Generation EU – precisa l’Ocse – si aggirano  attorno al 13,5%del PIL del 2020. La lentezza storica dei tassi di assorbimento dei fondi Ue deriva da alcuni fattori che ostacolano la progettazione, l’approvazione e l’attuazione dei programmi. Gli appalti sono lenti, la  concorrenza è limitata e le capacità variano notevolmente”.

L’Ocse raccomanda quindi di “migliorare la composizione della spesa pubblica al fine di promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro. Migliorare il coordinamento tra le agenzie incaricate dell’attuazione dei progetti di investimento pubblico al fine di aumentare i livelli di esborso. Compattare le procedure di contratti pubblici attualmente affidate a molteplici agenzie di piccole dimensioni e concentrarle in un numero inferiore  di enti dotati di maggiore capacità”.

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