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Omicidio Luca Sacchi. Non convince la fidanzata, che verrà ascoltata di nuovo

Agenpress – Sulla morte di Luca Sacchi, ucciso a Roma nella notte tra mercoledì e giovedì scorso ci sono ancora molti punti oscuri. La fidanzata della vittima, Anastasia Kylemnyk, verrà ascoltata nuovamente dagli inquirenti la prossima settimana.

All’atto istruttorio, che dovrebbe avvenire a piazzale Clodio, la ragazza ucraina verrà accompagnata da un legale da lei nominato nelle scorse ore. Obiettivo di chi indaga è ricostruire le fasi precedenti alla colluttazione e allo sparo che ha raggiunto Sacchi alla testa, e in particolare quanti soldi aveva effettivamente nello zaino la ragazza.

Restano intanto in carcere Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, accusati di concorso in omicidio del giovane. Lo ha deciso il Gip di Roma che ha convalidato il fermo ed emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I due 24enni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al magistrato, che li accusa anche di rapina, detenzione e porto abusivo di armi.

“Ha chiesto scusa per quello che è successo. Non voleva uccidere nessuno”, ha detto il legale di Del Grosso. Mentre Pirino, avrebbe detto che non sapeva che il complice avesse una pistola e che era lì solo per la rapina.

I contorni della vicenda sono tutti da chiarire perché sul tavolo degli inquirenti ci sono ancora troppi interrogativi a cui dare risposte. Resta infatti da capire con esattezza perché in quello zainetto rosa portato in spalla da Anastasia, la fidanzata della vittima, ci fosse, come emerge dalle indagini, una consistente quantità di denaro.

La ragazza, che è testimone oculare del delitto, sarebbe per questo finita nel mirino dei rapinatori che l’avrebbero colpita alla testa con una mazza da baseball. Poi la reazione di Luca, che ha messo a terra uno dei due prima che gli sparassero alla testa ferendolo a morte. Si ipotizza che dietro quest’episodio ci sia la compravendita di droga. E la grossa quantità di soldi che la ragazza aveva nello zaino potrebbe aver spinto i due a scipparla.

Per questo si stanno valutando alcune testimonianze e in particolare quelle di personaggi che probabilmente ruotano nel giro dello spaccio nella zona del Tuscolano. Dalle testimonianze emerge che i due arrestati avevano una ‘rete’ e che fossero stati ‘contattati’ per l’acquisto di droga. Ed emerge che i fermati avevano complici tali, secondo la procura, da poter consentire loro una fuga. Gli inquirenti hanno ricostruito anche quei momenti.

Pirino che va a casa della fidanzata, l’altro, Del Grosso, che va a prendere la compagna e si rifugia in un residence. “Abbiamo litigato, mi ha detto ‘è successo un casino’, ho sparato in testa a una persona”: dice la donna agli inquirenti. I due sono stati poi rintracciati. Hanno entrambi precedenti: Del Grosso per botte alla ex, Pirino per droga.

L’auto con cui si sono dati alla fuga, una Smart di colore bianco, è stata posta sotto sequestro. L’arma utilizzata per colpire a morte Sacchi non è stata ancora trovata mentre in un campo alla periferia della Capitale è stato individuata la mazza da baseball con cui gli aggressori avrebbero colpito Anastasia. Nei loro confronti per ora vengono contestati, oltre al reato di concorso in omicidio, quelli di rapina aggravata e detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo.

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