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Palermo. 91 arresti. Gip, “la mafia sfrutta la crisi economica”. In manette ex concorrente Gf

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Agenpress –  “Con la crisi di liquidità di cui soffrono imprenditori e commercianti  i componenti dell’organizzazione mafiosa potrebbero intervenire dando fondo ai loro capitali illecitamente accumulati per praticare l’usura e per poi rilevare beni e aziende con manovre estorsive, in tal modo ulteriormente alterando la libera concorrenza tra operatori economici sul territorio e indebolendo i meccanismi di protezione dei lavoratori-dipendenti”.

Così il  gip del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto 91 persone  nell’ambito dell’operazione “Mani in pasta” che ha colpito in modo particolare lo storico clan dell’Acquasanta gestito dai Fontana.

in manette  anche Daniele Santoianni, l’ex broker di una società fallita che si era reinventato concorrente del Grande fratello 10.

Finita l’esperienza in Tv, aveva iniziato a fare da prestanome in una società per la vendita del caffè. Ora, è ai domiciliari, la procura di Palermo e il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza l’accusano di essere un ingranaggio importante della grande macchina di riciclaggio architettata fra Palermo e Milano dai rampolli del clan Fontana, storica famiglia di mafia, che da qualche anno si sono ormai trasferiti in Lombardia.
“In effetti, nel presente procedimento la vena predatoria dei soggetti stabilmente inseriti nella famiglia mafiosa dell’Acquasanta, e di quelli ad essa riconducibili per condotte di fiancheggiamento o complicità, si è manifestata in plurime operazioni estorsive, in forme di illecita concorrenza mediante violenza o minaccia, nonché nelle condotte di riciclaggio e intestazione fittizia di beni”, prosegue il Gip.

“In questi giorni le misure di distanziamento sociale e il lockdown su tutto il territorio nazionale hanno portato alla totale interruzione di moltissime attività produttive, destinate, tra qualche tempo, a scontare una modalità di ripresa del lavoro comunque stentata e faticosa. Nelle prossime settimane, i riflessi di questa situazione, che riguardano naturalmente anche Palermo, in particolare i quartieri con maggiori difficoltà socio-economiche, tra i quali Arenella e Acquasanta, sono suscettibili di creare un contesto assai favorevole per il rilancio dei piani della associazione criminale sul territorio d’origine e non solo”.

“Da una parte  l’attuale condizione di estremo bisogno, persino di cibo quotidiano, di tante persone senza una occupazione stabile, o con un lavoro nell’economia sommersa, può favorire forme di ‘soccorso mafioso’ prodromiche al reclutamento di nuovi adepti”.

“Dall’altra  il blocco delle attività di tanti esercizi commerciali o di piccole e medie imprese ha cagionato una crisi di liquidità difficilmente reversibile per numerose realtà produttive, in relazione alle quali un ‘interessato sostegno’ potrebbe manifestarsi nelle azioni tipiche della organizzazione criminale, vale a dire l’usura, il riciclaggio, l’intestazione fittizia di beni, suscettibili di evolversi in forme di estorsione o, comunque, di intera sottrazione delle aziende ai danni del titolare originario”.

 

 

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