Pandemia e mascherine: in molti casi solo raccomandate

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AgenPress. E’ in corso di valutazione l’utilizzo ancora delle mascherine sui mezzi pubblici dopo il 15 giugno, dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza. Conferma Andrea Costa, sottosegretario alla Salute: “c’è in verità ancora una riflessione che riguarda i mezzi di trasporto. Per tutti gli altri luoghi – cinema, teatri, manifestazioni sportive al chiuso – le mascherine verranno tolte e non ci sarà più l’obbligo ma ci sarà la raccomandazione. Dopo due anni, credo sia giunto il momento di dare fiducia ai cittadini. C’è una consapevolezza diversa”.
Per la maturità senza mascherine, afferma sempre Costa, “basta un decreto fatto anche all’inizio della settimana prossima. Mi auguro che si possa arrivare ad una sintesi” all’interno del Governo. E il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ricorda che “quando lo scorso anno abbiamo deciso di tornare tutti insieme a scuola abbiamo fatto un patto: una grande attenzione a me, al compagno di banco a chi c’è nell’aula. La mascherina è un atto di rispetto, di attenzione a chi è vicino, non deve essere vista come imposizione”.  Mentre il presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, precisa che “adesso finisce la scuola e nei campi estivi nessun ragazzo indosserà le mascherine, perché è cambiata la diffusione del virus e non sarà richiesto il dpi durante i campi estivi”.
L’uso delle mascherine a scuola “è ovviamente normativa nazionale”, spiega Fedriga, ma “ho parlato personalmente con il ministro della Salute Roberto Speranza” per chiarire se “la data di fine anno scolastico, che ufficialmente è il 31 agosto, non giugno”, incidesse, per quanto riguarda la mascherina, anche sui centri estivi: “Così non è, voglio rassicurare le famiglie”, ribadisce Fedriga.
Speranza comunque ribadisce che bisogna stare attenti perchè la pandemia non è ancora finita: “in tanti Paesi da qualche giorno, c’è una curva che ricomincia a crescere e non dobbiamo considerare che la partita è chiusa. Non siamo cioè fuori dal Covid, tuttavia tutto ciò che abbiamo, dai vaccini agli antivirali, ci consente di dire che siamo in una stagione diversa”.
Quindi Speranza richiede “ai soggetti fragili di proteggersi con la seconda dose booster del vaccino anti COVID”. “C’è ancora margine di copertura – aggiunge Speranza – ed i vaccini restano fondamentali. Veniamo da due anni complessi. Oggi siamo in una stagione diversa e abbiamo strumenti contro la pandemia che prima non avevamo ma è necessario continuare ad avere prudenza”.
Nel contempo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) rileva che l’Italia è sempre più rosso chiaro nell’aggiornamento della mappa a colori dell’epidemia, elaborata sulla base dei nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime due settimane.
In rosso scuro abbiamo ancora un terzo delle regioni italiane. Il Portogallo e l’Islanda restano in rosso scuro, mentre la Spagna è quasi tutta in rosso chiaro, ad eccezione di un paio di regioni in grigio. La Francia è in rosso chiaro, eccetto l’area di Parigi in rosso scuro e così l’Austria e la Slovenia, mentre la Grecia ha anche una piccola area in arancione. Anche l’Irlanda è divisa fra il rosso chiaro e l’arancione e la Croazia fra l’arancione e il grigio, che ricopre gran parte della Danimarca. In arancione è la Lettonia. Il resto d’Europa è in grigio, tranne una piccola area della Finlandia.
La Fondazione Gimbe rileva che “nell’ultima settimana frena la discesa nazionale dei nuovi casi di Covid (-7,8%), che salgono in 22 province. Calano le terapie intensive (-11,7%), i ricoveri ordinari (-15,2%) e i decessi (-28,3%)”. Rispetto alla precedente rilevazione,in diminuzione i nuovi casi (121.726 contro 131.977) e i decessi (392 contro 547). In calo anche gli attualmente positivi (628.977 contro 679.394), le persone in isolamento domiciliare (624.416 contro 674.025), i ricoveri con sintomi (4.342 contro 5.121) e le terapie intensive (219 contro 248).
Secondo gli ultimi dati dell’Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, è stabile al 2%, la percentuale di terapie intensive occupate da parte di pazienti con Covid-19, ma il valore è in calo in 5 regioni: Calabria (3%), Liguria (2%), Lombardia (1%), Pa Trento (0%), Umbria (0%). Così come è ferma al 7% l’occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di ‘area non critica’, ma cala in 6 regioni: Campania (7%), Emilia Romagna (7%), Liguria (8%), Molise (3%), Piemonte (3%) e Valle d’Aosta (4%).
La percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area medica o ‘non critica’ occupata da parte di pazienti con Covid-19 cresce in Sardegna (6%) e Veneto (3%) ed è stabile in 13 regioni o province autonome: Abruzzo (al 12%), Basilicata (11%), Calabria (16%), Friuli Venezia Giulia (7%), Lazio (8%), Lombardia (5%), Marche (6%), Pa Bolzano (8%), Pa Trento (5%), Puglia (8%), Sicilia (14%), Toscana (4%), Umbria (15%).
Per quanto riguardsa l’occupazione dei posti nelle terapie intensive cresce in Friuli Venezia Giulia (2%), Molise (6%) e Piemonte (2%) mentre risulta stabile in 13 regioni o province autonome: Abruzzo (al 2%), Basilicata (0%), Campania (2%), Emilia Romagna (3%), Lazio (3%), Marche (1%), Pa Bolzano (1%), Puglia (3%), Sardegna (3%), Sicilia (3%), Toscana (3%), Valle d’Aosta (0%) e Veneto (1%).
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