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Parigi. Gruppo scienziati accusa la Cina, “Covid-19 è uscito dal laboratorio di Wuhan”

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AgenPress – Arrivano nuove accuse dalla Francia che riaprono  la pista del laboratorio. Tutto si basa sulle considerazioni riportate sul quotidiano Le Figaro dagli scienziati facenti parte del Gruppo di Parigi. Secondo loro, il mercato ittico di Wuhan non sarebbe stato altro che un banale amplificatore della pandemia.

Già Ilaria Capua aveva ipotizzato che il Covid potesse “essere figlio di un virus generato in laboratorio è ritenuta plausibile al punto tale da dover mandare una squadra di esperti a verificare cosa è successo in quel laboratorio”.

Ora, però, l’ipotesi è stata rilanciata con forza dal Gruppo di Parigi, una nota associazione internazionale di scienziati. I quali hanno scritto delle lettere aperte indirizzate proprio all’Oms. L’ultima è stata pubblicata due giorni fa da Le Figaro, che ha parlato del laboratorio di Wuhan più volte finito sotto i riflettori in seguito alle ripetute accuse degli Stati Uniti, in particolare sotto l’amministrazione guidata da Donald Trump.

I membri del Gruppo di Parigi hanno evidenziato la nascita del laboratorio. Ovvero grazie a una stretta collaborazione tra francesi e cinesi, avvenuta all’indomani dell’emergenza Sars, nei primi anni Duemila. Erano noti i timori dell’intelligence francese dell’epoca, non proprio desiderosa di dare il via a una simile collaborazione. Alla fine prevalse la volontà degli ex governi francesi di aiutare la Cina a prevenire l’insorgere di nuove malattie.

Come riporta il sito insideover.com “Più che un errore, sembrerebbe un dato di fatto. È vero che Emmanuel Macron inaugurò il laboratorio di Wuhan nel 2018, ma è altrettanto vero che da quel momento in poi i francesi persero per sempre, e del tutto, il controllo delle ricerche realizzate nella struttura. Ricerche altamente sensibili e potenzialmente pericolose. Il Gruppo di Parigi ha quindi unito vari sospetti e sbandierato nuovamente la pista del laboratorio. Una fuga involontaria? Un incidente? Tutto è probabile. Anche perché in quel laboratorio si studiavano virus molto simili al Sars-CoV-2.

In ogni caso, gli esperti francesi hanno condiviso una lettera aperta nella quale, al fine di dissipare le tante zona d’ombra ancora presenti sulla vicenda, hanno proposto una metodologia d’inchiesta più rigorosa, oltre che domande precise da effettuare alle autorità cinesi. Non mancano ipotesi “inedite”: si va da un possibile dipendente del laboratorio contaminato da un animale presente nella struttura ai rifiuti non trattati a dovere che  potrebbero aver infettato una persona all’esterno dell’edificio. I dubbi restano, e sono molteplici”.

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