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Pasquino: “Draghi loda spesso il lavoro del Parlamento, ma il Pnrr è arrivato in Parlamento un giorno prima dell’approvazione”

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AgenPress. Il politologo Gianfranco Pasquino è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul governo Draghi e il ruolo del Parlamento. “Qualsiasi governo ottenga la fiducia in parlamento è un governo legittimo e democratico –ha affermato Pasquino-. Conte era un premier legittimo e altrettanto legittimo è Draghi. Conte, nel suo secondo governo, ha avuto problemi nei rapporti col Parlamento, perché doveva far fronte alla pandemia, si può anche dire che abbia sbagliato qualcosa, ma non che avesse mire autoritarie. Draghi nei suoi discorsi ha spesso lodato il lavoro del Parlamento, anche se il Pnrr è arrivato in Parlamento un giorno prima dell’approvazione. Draghi non ha necessità di avere consenso, quindi opera in base alle sue scelte, questo è un elemento di vantaggio rispetto ai politici che devono puntare a vincere le prossime elezioni”.

Sulle critiche al ministro Speranza. “L’elemento che sta dietro alle critiche è che continuiamo ad essere alle prese con la pandemia. Tutti gli italiani possono essersi fatti un’opinione sull’operato del ministro, questo lo rende molto visibile e dunque un bersaglio facile. Speranza è in una situazione di debolezza strutturale, non in quanto persona, ma in quanto ministro in un momento così delicato. Per fortuna Draghi lo difende e questo è importante, io credo che Speranza sia sostanzialmente un buon ministro. E’ un buon segno che le mozioni di sfiducia siano state respinte dal governo, non credo che questo voto rafforzi Speranza, a rafforzarlo sarà la riuscita del piano di vaccinazione”.

Sull’estradizione dei 7 brigatisti dalla Francia. “I 7 brigatisti avevano tutti sentenze passate in giudicato, quindi possono essere estradate, l’età non c’entra nulla –ha affermato Pasquino-. Fare i conti con quegli anni significa studiare la storia, capire quegli avvenimenti. Ci fu un assalto alla democrazia che implicò una serie di morti di persone che facevano il proprio lavoro in vari ambiti. Un attacco allo Stato e alla democrazia. Quasi tutti i responsabili sono ancora convinti che quello che hanno fatto fosse giusto, sono pochissimi i pentiti e questo è inaccettabile. Io non credo che la democrazia italiana sia mai stata particolarmente debole in quanto democrazia, le istituzioni funzionano anche se non benissimo, solo che è una democrazia di bassa qualità che produce pochi risultati, ma questo dipende dai cittadini e dalla classe politica, non dalla Costituzione”.

 

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