Rampelli (FDI): “Fossi partigiano andrei sotto la sede del PD e pianterei una grana”

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Intervenuto ai microfoni di Antonio Romano e Adelia Iacino all’interno della trasmissione “Festa Privata”, su Elleradio, l’Onorevole Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera dei Deputati, ha dichiarato quanto segue.


AR: Onorevole Rampelli, discutevamo delle possibili alleanze in vista del voto e della scelta del centrosinistra di puntare sul cosiddetto “campo largo”, anzi larghissimo, direi. Dalle vostre parti invece che si dice? 

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FR: Ma, noi siamo tradizionalisti: abbiamo un attacco a tre punte, più gli amici Lupi e Cesa che comunque ci sono sempre stati, o all’interno dei partiti, oppure nell’UDC, che ha poi avuto un’evoluzione diversa. Quindi, siamo sempre noi, siamo solo noi, e siamo contenti di esserlo, perché significa che c’è una compatibilità dal punto di vista dei valori di riferimento, e conseguentemente anche dei programmi di governo con cui ci presenteremo all’attenzione degli elettori. Ci sono, per carità, anche delle piccole differenze tra noi. Però, diciamo che per il 90% la visione della società tra noi Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia, è sempre stata la stessa.

AR: A proposito di Forza Italia c’è stata una piccola diaspora: Brunetta, Gelmini, anche lo stesso Ferrara ha dichiarato di abbandonare Forza Italia, perché dimostratosi un partito non liberale, un partito che tanto aveva fatto per portare in alto Draghi, e ora gli ha voltato le spalle. Insomma, la scelta del partito rispetto al governo Draghi sembra essere stato vissuto come un tradimento per politici come Brunetta e la Gelmini, e probabilmente anche loro affluiranno nel PD…

FR: Ma, mi auguro di no, perché in quel caso sarebbe davvero un tradimento per le tante persone che hanno creduto in loro, nella loro rettitudine, e anche nella loro capacità, perché sono comunque persone preparate, che potrebbero e devono continuare a dare un loro contributo alla nazione. Quindi, non mi sento di colpevolizzarli: direi più altro che Forza Italia sta pagando, anche con questi abbandoni, il fatto di essersi ostinata a non diventare un partito vero. Una sorta di eredità al Presidente Berlusconi non è stata costruita, per cui…

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AR: Credo che stia toccando il tema centrale, per quanto riguarda Forza Italia. […] Ecco, venuta meno la figura di Berlusconi, è un partito che sta crollando un po’…

FR: Sì, sicuramente, ripeto, paga queste conseguenze qui. Io penso che non si possa evitare, presto o tardi, di essere un movimento che svolge la propria attività partecipativa, tra gli iscritti, i simpatizzanti, i dirigenti, il territorio, gli enti locali… non si può improvvisare sempre, insomma, o comunque rimandare al giudizio di Berlusconi. Penso che questo è ciò che è capitato: una disaffezione da parte di molti personaggi che comunque hanno fatto la storia di questo partito, dovuta all’ostinazione nel non voler diventare una cosa stratificata e organizzata. […]

AI: Onorevole Rampelli, si sta discutendo molto in questi giorni del possibile candidato premier del centrodestra, anche se credo sia fuor di dubbio che il nome di Giorgia Meloni sarebbe quello più indicato. Lei pensa che le accuse di fascismo rivolte a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia abbiano a che fare con l’alto gradimento di cui gode la Meloni, che siano un po’ pretestuose?

FR: Guardi, se io fossi un partigiano e avessi fatto la Resistenza per liberare l’Italia dalla dittatura, andrei sotto la sede del Partito Democratico e pianterei una grana. […] Adesso, non è tanto il PD, e non è soltanto il PD, ma sicuramente sappiamo che il Partito Democratico cerca di accreditare questa voce surreale secondo la quale la vittoria di Giorgia Meloni potrebbe rappresentare un rischio, o addirittura un pericolo, per l’Italia e per l’Occidente. Insomma, non scherziamo. Tutti sanno che è una baggianata. […] È un orpello che cercano di utilizzare, lì da quelle parti del “campo largo”, per cercare di guadagnare voti, insomma. Io spero che non gli riesca questa manovra, perché l’Italia ha bisogno di normalità. […] Magari gli serve solo per mettere insieme i cocci di quello che hanno distrutto. Poi, spero inizi una campagna elettorale sui contenuti, sui programmi, perché è questo il punto. Bisogna trovare la forza per fare delle scelte consapevoli in ordine alla proposte che vengono avanzate dalle coalizioni.

 

 

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