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Rave Party: Romano (Siulp), Viterbo, politica smetta strumentalizzazioni e dia strumenti legislativi adeguati

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AgenPress. Ringraziamo i Colleghi per il delicato, professionale e proficuo compito svolto in occasione del rave party organizzato, sembra dalla solita regia di altri tenuti in Centro nord Italia, in provincia di Viterbo e che ha visto la partecipazione di migliaia e migliaia di giovani. Considerato l’improvvisa affluenza e le particolari giornate in cui l’evento ha avuto luogo, non c’è dubbio che il lavoro svolto dai Colleghi, molti dei quali rientrati urgentemente dalle ferie, assume ad una rilevanza maggiore sebbene, per mancanza di strumenti legislativi, non possiamo nascondere che si sarebbe potuto fare di meglio se avessimo avuto una legislazione  che, oltre ad aiutare la prevenzione di questi fatti, prevedendo  con pene certe, immediate e concrete per chi lucra sulla pelle dei nostri giovani con questi raduni senza regole, avrebbe sicuramente sicuramente evitare  quanto accaduto in provincia di Viterbo.

Quanto accaduto in quella provincia fa emergere ancora una volta l’incapacità della politica a fornire strumenti legislativi efficaci non solo a reprimere questi fenomeni, ma anche a prevenirli. Speriamo che questo ennesimo episodio, così come quello che la Polizia di Stato  ha evitato in provincia di Lecce proprio in questi giorni, faccia comprendere alla politica che è arrivato il momento di smetterla di fare strumentalizzazioni puerili per meri scopi di casacca e di fornire, invece, strumenti efficaci alle Forze di polizia e alle Autorità di P.S. per evitare che ciò si verifichi ancora e per sanzionare seriamente chi cerca di organizzarli.

È quanto afferma in una nota Felice Romano, Segretario Generale de Siulp in merito al rave party tenutosi in provincia di Viterbo e alle successive inevitabili polemiche scaturite dalla faziosità della politica.

Anche in questa circostanza, dove purtroppo c’è stato una giovane vittima le cui cause della morte sono ancora in via accertamento atteso che sembra addebitabile ad un annegamento, dopo che i fatti si sono svolti e c’è stato chi si è assunta la responsabilità di decidere come affrontare la situazione in assenza di norme serie e mirate, assistiamo al solito balletto di esperti improvvisati he ci propongono decine di ricette con cui si sarebbe dovuto intervenire. Peccato che le ricette sono sempre successive e dopo che i fatti sono tutti noti. Peccato soprattutto che questi esercizi per accertare chi è più bravo non servono a nessuno e non aiutano chi è dovuto intervenire e dovrà farlo ancora in futuro.

Ecco perché, conclude Romano, nel ringraziare i Colleghi che sono intervenuti e che hanno identificato migliaia dei partecipanti all’evento e sui quali, a legislazione vigente incomberà solo il fastidio delle spese legali, auspichiamo che la politica smetta di fare strumentalizzazioni inutili e sterili e cominci a darci strumenti e norme con le quali colpire concretamente chi prende parte a questi pericolosi raduni ma soprattutto a chi li organizza. Così come avviene in altri paesi a noi vicini e dai quali, sembra sempre più concretamente accertato, proviene la regia unica che organizza questi incontri della perdizione nelle nostre province. Se così non sarà, avremo assistito all’ennesima morte inutile e al solito teatrino di figuranti che cerca di scaricare le proprie responsabilità sul capro espiatorio di turno.

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