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Recovery Fund. Furlan: “Vedremo se nel 2021 si vedrà un cambiamento concreto nella linea del Governo”

AgenPress. «Guai sprecare la grande occasione del Recovery Fund. Bisogna stringere. Bisogna selezionare le priorità e non disperdere le risorse. E mettere in campo ogni strumento per accelerare gli investimenti pubblici. Noi come Cisl siamo già pronti con un pacchetto dettagliato di proposte concrete. E siamo pronti a presentarle al Paese nei prossimi giorni. Il sindacato c’é. È in campo. E non daremo deleghe in bianco a nessuno».

È quanto sottolinea la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. «Manca una strategia, un progetto, una visione condivisa con le forze sociali e produttive del paese. Questo è il grande limite del Governo: non aver compreso la gravità della crisi economica, non aver capito che si volta pagina solo con un patto sociale forte e con scelte condivise. La concertazione non è una brutta parola, è la politica vera» aggiunge la leader Cisl. «Aspettiamo il Presidente del Consiglio alla prova dei fatti. Non bastano annunci e non servono promesse di confronto.

Vedremo se davvero nel 2021 si vedrà un cambiamento concreto nella linea del Governo. Se ci sarà un dialogo vero e costruttivo con il sindacato. A partire dall’utilizzo delle risorse europee. Non è un auspicio, è una richiesta forte: serve una condivisione dei provvedimenti necessari a ricostruire il Paese con il massimo di unità, responsabilità e coesione sociale. Con la stessa forza lo chiede la Commissione Europea ed il nostro Presidente della Repubblica Mattarella».

Furlan critica la Legge di Bilancio «priva di quegli elementi strategici vitali per il rilancio del Paese. Non c’è una risposta adeguata sulla sanità dove non si interviene come la situazione impone per coprire i vuoti di organico e le carenze di mezzi. Dopo anni di tagli ai bilanci serviva una svolta che non riesco a cogliere. Ci sono poi centinaia di migliaia di lavoratori senza indennità, sostegni e protezioni sociali. E non ci sono risorse per le politiche attive, per la non autosufficienza e per rinnovare tutti i contratti pubblici. Certo che se il Governo avesse aperto un vero confronto con il sindacato avremmo cercato di evitare così tante lacune e così tante incongruenze».

 

 

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