Reddito cittadinanza. Meloni, 780 euro a chi è in salute, 270 ad un disabile. Ma non aveva abolito la povertà?

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AgenPress – “Oggi viviamo un paradosso  in cui un ventenne in ottima salute prende 780 euro, mentre un disabile 270 euro, dove la pensione sociale minime è di 500 euro... Non è una cosa normale, ma non lo è nemmeno per quel ragazzo cui lo Stato dice ‘stattene a casa’, non mi servi. Quel ragazzo  non è stato educato mentre noi abbiamo un disperato bisogno di giovani”.

Lo dice a Dritto e Rovescio (stasera su Rete 4) la leader di Fdi, Giorgia Meloni, tornando a criticare il reddito di cittadinanza.

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“Uno Stato giusto non mette sullo stesso piano l’assistenzialismo per chi può lavorare e chi no, perché se lo fa – con le risorse limitate che ci sono – colpisce i più deboli”. 

“Uno Stato giusto da assistenza a chi non è in grado di lavorare e per gli altri crea le condizioni per lavorare. Una cosa è non avere alternative, ma poi c’è bisogno di gente che lavori e chi ha raccontato questa follia, lo ha fatto solo per farsi votare, perché così ti tiene nelle condizioni di povertà e dipendi da lui”.

“Conte tutti i giorni dice che odio i poveri… a parte che mi chiedo… ma non era stata abolita la povertà?”. Poi, citando un premio Nobel Meloni sottolinea che “la vera povertà è l’impossibilità di cambiare la propria condizione. Se dunque – conclude – prendi quei 10 miliardi e li metti su chi assume, crei ricchezza e difendi la libertà”.

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