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Rixi. Nel centrodestra solo Lega e FDI godono buona salute. M5S si è sgretolato

Agenpress – “In Emilia Romagna, a parte Lega e FDI, le altre forze politiche di centrodestra non sono riuscite a riaggregare un numero considerevole di consensi, FI è scesa al 2,5% in Emilia Romagna. Questo fa pensare che sicuramente l’alleanza di centrodestra è importante, ma in questo momento gli unici due movimenti che godono di buona salute sono Lega e FDI. In Calabria i numeri sono diversi, ma devo dire che la Calabria aveva caratteristiche diverse per la Lega perché non eravamo mai stati in consiglio regionale”.

Così Edoardo Rixi, deputato della Lega,  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

Nuovi equilibri nel centrodestra dopo elezioni regionali?  D’altra parte la campagna elettorale in Emilia Romagna ha assorbito molte energie. Comunque anche in un territorio ostico come la Calabria la Lega ha preso tanti voti come FI. Il tema vero è che nel centrodestra manca una forza di centro in grado di aggregare, Toti è andato malissimo. Sono 6 mesi che dico a Giovanni di concentrare le forze sulla Liguria e che lanciare altri progetti a livello nazionale non so se abbia senso.

Se non c’è una campagna alle politiche, le campagne alle regionali devono essere fatte in maniera intelligente, un governatore intelligente deve pensare soprattutto a mantenere la guida della Regione, che poi è anche la mia regione. Salvini è un grandissimo lavoratore, in campagna elettorale fa un lavoro straordinario e questo sicuramente polarizza il consenso. Pensare oggi di andare ad avere una propria visibilità vuol dire lavorare più di Matteo Salvini nelle campagne elettorali, questo è difficilissimo. Inoltre si rischia di dare un messaggio sbagliato alla propria regione, perché ogni cittadino vuole che il suo sindaco, il suo Presidente della regione vuole che prima di tutto sia il suo”.

Secondo Vito Crimi il M5S non deve fare alleanze strutturali. “Il M5S è un magma che ha alcuni pensieri massimalisti, che non ha mai affrontato la realtà, non è minimamente pragmatico. Quando ha iniziato a sgretolarsi, anziché cercare di ripensarsi, è andato ostinatamente incontro alla disgregazione. Ormai il M5S non è più niente. E’ l’unico movimento che è il primo partito in parlamento e che ha una percentuale sul territorio inferiore a quella della sinistra uscita dal PD”.

Sulla citofonata di Salvini al Pilastro. “Credo che Matteo fosse consapevole che eravamo indietro e ha cercato di trovare un altro modo per avvicinare soprattutto il disagio che c’è in molte periferie delle città. Non credo che sia stata una cosa fatta in maniera estemporanea. Sicuramente ci eravamo accorti che lo zoccolo del PD reggeva e che lo scioglimento dei voti del M5S avrebbe contribuito ad una vittoria di Bonaccini. Quando si è in prima linea si spara con le munizioni che ci sono”.

Su Autostrade. “Se non fosse una tragedia che sta bloccando gli investimenti e le manutenzioni sarebbe una barzelletta. Sappiamo bene che i 5 Stelle vogliono la revoca, il PD non la vuole perché dovrebbero farla con un decreto firmato da Gualtieri e De Micheli e non vogliono rischiare di avere problemi con la Corte dei Conti. Bisognerebbe essere più pragmatici. Dopo un anno e mezzo dalla tragedia del Ponte Morandi, vedere che il governo ancora non riesce a prendere una decisione fa capire che il pragmatismo non appartiene al M5S”.

 

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