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Roma. Andata deserta la gara per la gestione del gattile comunale di Porta Portese

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AgenPress – “Come avevamo denunciato, nessuna odv ha manifestato la disponibilità a gestire il gattile comunale di Roma esclusivamente con il volontariato, dovendo – come da parametri imposti dal Dipartimento Ambiente – garantire la presenza di almeno 9 volontari al giorno, h. 24, con turnazioni di 4 ore cadauno, per l’accudimento, la sorveglianza e le adozioni dei 250 gatti presenti”.
Lo scrive in un post Simonetta Novi, consigliere per la lista Calenda Sindaco VIII Municipio. 
“63 volontari a settimana e nessun operatore assunto. Esclusivamente il rimborso della tessera Atac e di una scheda telefonica prepagata, come se si trattasse di un rifugio privato e non di una struttura comunale.
In assenza di no profit disponibili, si andrà a proroga tecnica per l’attuale gestore. Come confermato anche nella Commissione Trasparenza Capitolina di lunedì 20 dicembre u.s.
Come Lista Calenda Sindaco, grazie alla capogruppo in Assemblea Capitolina Flavia De Gregorio e alle consigliere Simonetta Novi Calenda Sindaco VIII Municipio e Francesca Severi per Calenda Sindaco, presso i cui territori di VIII e XII municipio sono presenti le strutture comunali di accoglienza degli animali, ci siamo immediatamente attivate, dopo un ascolto profondo delle associazioni di volontariato”
“Continueremo a monitorare questa gara e quella per la ricerca dei veterinari per il canile Muratella, il canile rifugio Ponte Marconi e lo stesso gattile Porta Portese.
Centinaia di animali (250 gatti a Porta Portese, 200 cani a Ponte Marconi e 400 cani a Muratella) che rischiano di avere dal 1 gennaio 2022 una copertura sanitaria molto insufficiente (0,8 euro al giorno ad animale per analisi cliniche, diagnostiche, ricoveri, interventi chirurgici, visite specialistiche, farmaci).
Oltre che strutture senza autorizzazioni sanitarie (il canile rifugio Muratella) e senza ambulatori (canile Ponte Marconi), come finalmente ammesso dalla gara in essere. Lo diciamo da anni, inascoltati. Almeno ora il Comune di Roma si è deciso ad ammetterlo.
Nell’attesa della messa a norma delle strutture comunali, che almeno agli animali venga garantita una assistenza sanitaria di qualità”.
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