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Rotondi (FI-DC): “Prima di Pertini, il M5s aveva già trafugato la memoria di Berlinguer”

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AgenPress. Non vorrei esporre questa testata alle rappresaglie di chi ha invocato il ritorno delle brigate rosse, per aver io qui scritto che l’uso politico della figura di Pertini da parte dei populisti è blasfemo: Pertini è ‘nostro’, delle culture del novecento, dei riformisti e dei cattolici che lo elessero Presidente. La bestia social dei grillonzi da un po’ pascolava nelle immagini di repertorio degli anni ottanta, miscelando foto del vecchio Sandro con slogan propagandistici anti casta ad alto tasso di demenza.

Prima ancora di Pertini, i suddetti hanno trafugato la memoria di Enrico Berlinguer. Da tempo la propaganda pentastellata evoca il Berlinguer della ‘questione morale’, e ne fa una sorta di avo della ‘rivoluzione dei cittadini’, provvidenziale reincarnazione del berlinguerismo tradito dal Pd e compagni.

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Ora, si dà il caso che Berlinguer sia stato il più autorevole e il più amato segretario del Partito Comunista Italiano. Sono nato dodici anni dopo il 1948,ma ricordo i discorsi dei vecchi – anche di sinistra – concordi nel ritenere che una vittoria del Fronte Popolare sarebbe stato un disastro per l’Italia. Sono un anticomunista, mai schierato a sinistra.

Ma giù le mani dal PCI, per favore. E’ stata l’ultima scuola politica insigne, certamente dimenticata dal Pd, ma non per questo sovrapponibile al volgare rumore di sottofondo rappresentato dal populismo grillino. Berlinguer agitava la ‘questione morale’ come strumento di lotta politica, per conquistare le grandi città nel 1975. Voleva rinnovare la politica, non demonizzarla. Per il resto, bastano poche domande per separare definitivamente la memoria di Berlinguer dal chiasso dei ciarlatani.

Berlinguer onorava la toga della politica e del parlamento, la considerava sacra. Avrebbe mai partecipato a una campagna di delegittimazione del parlamento con argomenti da uomo qualunque? Certamente non avrebbe tagliato i vitalizi dei padri della Patria, per blindare la pensione dei parlamentari in carica (esempio pratico: la 102enne Marisa Rodano, mitica moglie di Franco, coppia di cattolici comunisti, prende ora di pensione meno di quanto toccherà a Morra a 65 anni, questa è la riforma dei vitalizi, affamare i vecchi per assicurare i giovani).

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Berlinguer avrebbe sforbiciato la costituzione ‘a la carte’? Avrebbe tagliato i parlamentari come al mercato, beandosi del risparmio di un caffè a testa e trattando il parlamento come un affare costoso e-diciamocelo- un po’ inutile?

La storia di Berlinguer e del PCI è agli antipodi del moralismo giustizialista che a sinistra da tempo ha sostituito la cultura del lavoro e dei diritti. Il grillismo è l’ultimo stadio di questa malattia. Tenderei a pensare che ne stiamo guarendo: i sondaggi segnalano la fine della bolla, i Cinquestelle sono ai minimi storici, e ciò che ne resta è in mano a un leader colto e perbene come Giuseppe Conte.

Ma non sottovaluto i colpi di coda dell’animale ferito: e – a scanso di equivoci – non gli voglio lasciare in mano l’arma impropria dell’uso politico dei padri della Patria.

Gianfranco Rotondi

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