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Scarcerazioni boss mafiosi: USPP, messaggio a Conte: “La misura è colma urge nomina commissario straordinario”

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Agenpress. “La partita della credibilità del sistema penitenziario si è sempre giocata tra equilibri politici instabili ed è per questo che a farne le spese, oltre alla popolazione detenuta, è chi nel carcere lavora in prima linea”  inizia così la nota della Segreteria Nazionale  USPP con cui uno dei sindacati maggiormente rappresentativi della Polizia Penitenziaria stigmatizza quanto accaduto ieri sera durante la trasmissione “Non è l’Arena” sul canale tv La7 oggi ripreso da tutti i giornali.

“Quella che appare su tutti i giornali come una disfatta del sistema penitenziario” prosegue la nota USPP “è si retaggio di anni e anni di disattenzione che ha determinato il progressivo  smantellamento dell’autorevolezza dello Stato rispetto alle pulsioni provenienti dai Governi che lo hanno guidato e non di meno dalle direttive di iper garantismo europeista, ma mai come ora sembra essersi rotto quel contratto tra chi lotta per far rispettare le leggi e chi ne scardina i successi raggiunti e le misure adottate per punire i delinquenti,  mettendo strategici uffici amministrativi della macchina della giustizia, come nel caso del DAP, in mano a chi con una aspecifica competenza non ascolta nessuno di coloro che potrebbero dargli suggerimenti su quali sono le criticità da affrontare prioritariamente rispetto ad altre”.

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In tale contesto quanto accaduto ieri fa crescere per l’USPP “la preoccupazione per le sorti della Polizia Penitenziaria in un dicastero, quello della Giustizia guidato da un Ministro che neanche si è degnato di ascoltare le istanze che gli provenivano dai rappresentati dei lavoratori che più di ogni altro potevano aiutarlo a sciogliere quei nodi ormai esistenti da decenni sulla efficienza della macchina penitenziaria”.

Nella nota divulgata dalla Segreteria Nazionale USPP si legge ancora che “dopo l’intervista rilasciata ieri sera dal Capo del Dipartimento Francesco Basentini, visto che non sembra aver sortito nessun effetto sull’interessato,  la misura sembra essere colma e non possiamo che unirci al coro di richieste di avvicendamento (organismi politici e componenti varie della magistratura) già da tempo indirizzate al Premier Giuseppe Conte anche dall’USPP, in ragione delle svariate “incertezze” dimostrate dall’alto dirigente dello Stato in ultimo dall’approccio nell’affrontare l’emergenza sanitaria nelle carceri fino alla deriva nel non assumere tutti i provvedimenti possibili e di sua competenza,  per limitare al massimo le scarcerazioni soprattutto dei mafiosi.

Al Presidente Conte si chiede anche di valutare se sia opportuno che si continui a non mettere in discussione la posizione del Guardasigilli On. Alfonso Bonafede che sin dal suo insediamento, pur professando una grande attenzione nei confronti della Polizia Penitenziaria,  nulla ha fatto per eliminare il problema delle brutali aggressioni messe in atto da detenuti facinorosi contro gli agenti, nulla per adeguare le dotazioni organiche alle reali necessità, ma ben poco per tutelare la salute del personale oggi ancora esposto a rischio per l’emergenza epidemiologica”.

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