Scomparsa Emanuela Orlandi. Pietro: “mistero intorno al cimitero teutonico. Appello a Papa Francesco”

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AgenPress – “Purtroppo il nome Emanuela Orlandi in Vaticano è tabù. Il mistero continua a ruotare intorno al cimitero teutonico vaticano. L’apertura delle due tombe avvenuta nel 2019 ha portato alla luce una misteriosa stanza in cui c’era un ossario dal quale sono stati tirati fuori 20 sacchi di ossa, ossa che sono state analizzate in un giorno e mezzo a occhio, senza analisi approfondite ma a vista dicendo ‘questa è vecchia, questa non è vecchia, questa non può essere’. Subito dopo la Sala Stampa vaticana ha fatto uscire un comunicato in cui c’era scritto: “abbiamo analizzato tutte le ossa ritrovate nelle tombe sono tutte ossa dell’800′. Un bel modo per far passare il messaggio sbagliato dell’ennesimo buco nell’acqua; un bel modo per lavarsene ancora le mani”.

Così Pietro Orlandi, in un’intervista a Cusano Italia Tv, sulla scomparsa della sorella Emanuela, di cui oggi ricorre il 39/mo anno dalla scomparsa, e del presunto coinvolgimento del Vaticano.

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Oggi pomeriggio, alle 18, il consueto sit-in in largo Giovanni XXIII proprio di fronte alla basilica di San Pietro per ricordare la giovane scomparsa il 22 giugno 1983.

“Il Papa ha dimostrato che sembra esserci la volontà di trovare il modo di chiudere questa storia lunga ben 39 anni. Una storia che è una vera e propria spada di Damocle per il Vaticano”.

Pietro Orlandi, insieme con l’avvocato di famiglia Laura Sgrò, lancia poi un appello a Bergoglio: “Santità ci convochi al più presto, la famiglia Orlandi vuole parlare con lei, tutti noi vogliamo che lei finalmente abbracci la storia di Emanuela attraverso le persone che hanno amato e che amano ancora moltissimo Emanuela Orlandi”.

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