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Sen. Giammanco (FI): “Conte troppo vanesio. Mi dispiace sentirgli dire, a fronte di 15mila morti, che rifarebbe tutto quello che ha fatto”

Agenpress. Gabriella Giammanco, portavoce di Forza Italia in Sicilia e Vicepresidente azzurra in Senato, è stata ospite del programma “L’imprenditore e gli altri” condotto da Stefano Bandecchi, fondatore dell’Università Niccolò Cusano e Presidente della società delle scienze umane, su Radio Cusano Tv Italia (canale 264 dtt).

Sull’andamento dell’epidemia in Italia. “Sicuramente non bisogna abbassare la guardia -ha affermato Giammanco-. E’ evidente che i numeri non lasciano sereni dal punto di vista delle uscite, degli incontri con gli amici, queste sono cose che dobbiamo continuare a non fare, altrimenti i sacrifici fatti fino ad oggi rischiano di essere vani. Ancora la gente muore e l’età dei contagiati si è abbassata. E’ un virus subdolo, in molti casi letale. Anche in Cina stanno avendo a che fare con delle ricadute. Ho scritto una lettera aperta al Presidente Conte per evidenziare il fatto che l’esempio cinese avrebbe dovuto farci giocare d’anticipo, invece il governo ha fatto l’attendista. Quando abbiamo avuto il primo contagio a Codogno, immediatamente bisognava procedere con l’approvvigionamento di mascherine. Bisognava indossare subito le mascherine per rendere più difficili i contagi. Mi dispiace sentire che oggi Conte, a fronte di 15mila morti, dica che rifarebbe tutto quello che ha fatto. E’ l’affermazione di chi non conosce la dote dell’autocritica. La politica deve anche saper riconoscere i propri errori. Abbiamo un presidente un po’ troppo vanesio. Troppa gente in giro? Già in tempi non sospetti ho detto che non ci si può affidare solo al senso civico e di responsabilità dei singoli. Molti sono indisciplinati e ora che si va verso la bella stagione molti se ne approfittano. Non siamo una dittatura, quindi deve prevalere la collaborazione tra le istituzioni e la collettività, devono aumentare i controlli e scattare le sanzioni”.

Sulla fase due. “Bisogna arrivarci gradualmente, progressivamente, mettendo in atto tutti i protocolli di sicurezza necessari. Non si può consentire che la Lombardia e le altre regioni prendano decisioni a macchia di leopardo perchè il governo non decide. Grazie ai presidenti di regione stiamo evitando il peggio, anche in Sicilia grazie al presidente Musumeci la situazione è ancora sotto controllo. Il federalismo se attivato in maniera sana e con bravi amministratori può essere la chiave di volta, deve essere però un federalismo vero, le regioni devono poter proteggere la propria popolazione senza essere limitate dal governo”.

Sul lavoro del Parlamento. “Anche se siamo a casa lavoriamo lo stesso. Abbiamo presentato molti emendamenti al decreto Cura Italia, che sono in discussione in Commissione bilancio. Ovviamente è un decreto per noi insufficiente che va modificato in molte sue parti che riguardano la pesca, l’agricoltura, il bonus di 600 euro che vorremmo aumentare a mille. Noi dell’opposizione purtroppo abbiamo cominciato ad essere ascoltati solo ultimamente. In questi ultimi 10 giorni qualcosa è cambiato formalmente, perchè ci hanno ricevuto a Palazzo Chigi, anche oggi. Stiamo seguendo soprattutto la formulazione del decreto che arriverà verso Pasqua. Ci saranno due decreti: il decreto imprese e il decreto di aprile”.

Su Orban. “A me Orban sta pure simpatico, abbiamo avuto modo di incontrarci e il decisionismo in determinati casi fa anche la differenza. Ora però è andato un po’ oltre. Non condivido assolutamente quello che è successo in Ungheria”.

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