Siccità. I grandi bacini del Nord ai livelli minimi: record negativo per i laghi di Como, d’Iseo e lago Maggiore

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AgenPress – I grandi bacini del Nord sono ai livelli minimi: i laghi di Como (13,5% di riempimento)  e d’Iseo sono ormai vicini al record negativo, già più volte superato invece  dal  lago Maggiore oggi riempito al 20%. L’anno scorso, già caratterizzato al Nord da una sempre più ricorrente siccità, i bacini settentrionali erano in questo periodo  ancora oltre il 90% del riempimento e la neve sui  monti era abbondante ben oltre la media!

Ad indicarlo è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

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Il fiume Po continua a registrare una magra epocale lungo tutto il corso: al rilevamento finale di Pontelagoscuro, la portata si è dimezzata in 2 settimane, scendendo a poco più di 170 metri cubi al secondo, quando la soglia critica per la risalita del cuneo salino  è fissata a mc/s 450.

In Piemonte, ad eccezione della Stura di Lanzo, decrescono tutti fiumi ed il Tanaro è al 30% della portata di 12 mesi fa.

In Valle d’Aosta, la Dora Baltea si attesta sui valori minimi in anni recenti ed è ormai siccità estrema nelle zone centro-orientali della regione.

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In Lombardia, le portate del fiume Adda, nel cui bacino idrografico le precipitazioni sono state finora di 270 millimetri contro una media di mm. 460, sono inferiori del 67% al consueto così come sono -54% sul Brembo, -63% sul Serio , -64% sull’Oglio; sciolta in anticipo tutta la neve in montagna, la riserva idrica regionale è il 60% della media.

Non va meglio a Nord-Est dove, in Veneto, il fiume Adige ha un’altezza idrometrica, inferiore di 2 metri e mezzo rispetto all’anno passato (!!)  e di circa 20 centimetri rispetto all’ “annus horribilis” 2017; anche la Livenza è a -2 metri rispetto al livello 2021.

In Friuli, i serbatoi nei bacini della  Livenza e del Tagliamento mantengono valori prossimi od inferiori ai minimi storici del periodo.

In Toscana, il livello nel bacino di Massaciuccoli (il lago di Puccini) cala di 4 millimetri al giorno ed è a soli 2 centimetri dal minimo storico (-13,1), mentre al confine tra Umbria e Toscana, il lago di Chiusi ha una quota idrometrica inferiore a quella (m. 248,5 s.l.m.), per cui è prevista la sospensione dei prelievi. Continuano a ridursi le portate dei fiumi Arno (ad Empoli mc/s 7,38) e Serchio, mentre nell’Ombrone scorrono appena malapena 640 litri d’acqua al secondo. Desta infine grande preoccupazione, la scarsità d’acqua nella falda costiera livornese, oggi al di sotto dei minimi storici.

Nelle Marche, dove il deficit pluviometrico a Maggio ha raggiunto il 40%, i fiumi registrano cali, che li portano a valori simili, se non inferiori (Esino e Sentino, ad esempio) a quelli dell’anno scorso. Le dighe trattengono 47 milioni di metri cubi, volume sicuramente superiore al 2021, ma inferiore al triennio precedente.

“E’ comunque la presenza di bacini a garantire, nonostante gli scarsi afflussi da monte, l’acqua necessaria all’agricoltura di valle – precisa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Chiamarli invasi o laghetti poco importa: servono aree di raccolta delle acque piovane per utilizzarle nei momenti di bisogno; noi, insieme a Coldiretti, abbiamo un piano, che punta a realizzarne 10.000 entro il 2030, multifunzionali ed integrati nei territori perlopiù collinari o di pianura.”

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