Sicilia. Maturi visita il canile di Marsala. Decine di cuccioli, cani terrorizzati e la gestione pubblica

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AgenPress – “Anche oggi visita in un canile. Sono tornato a Marsala, in Sicilia.
Avevo visitato questa struttura un anno fa, dopo le mie contestazioni mi erano state fatte delle promesse, sono tornato per controllare lo stato delle cose.
Alcuni aspetti sono migliorati, e ne sono felice, a partire dalle condizioni della struttura, ciotole dell’acqua che l’ultima volta erano in muratura difficile da pulire.
Ciò che mi ha fatto letteralmente infuriare è la gestione da parte dei dipendenti pubblici.
10 dipendenti, di cui 7 operatori, in servizio 5 giorni su sette (il che vuol dire che al giorno ci sono 4-5 operatori presenti)”.
Lo scrive Filippo Maturi, Deputato-Attivista. Presidente intergruppo parlamentare per la tutela degli ecosistemi e biodiversità
“Nonostante numeri importanti per una simile struttura gli operatori NON fanno sgambare i cani, facendo ricadere tutta questa mole di lavoro sulle associazioni.
I cani quindi sgambano 5 (cinque!!!!) minuti al giorno, solo grazie alla passione e impegno dei volontari. Una vergogna!
Ho spiegato all’assessore e ai dipendenti che la struttura deve funzionare in autonomia e il lavoro dei volontari è un in più, non può essere strutturale.
Ci sono cani con rasta lunghi decine di centimetri perché gli operatori non se ne occupano, l’erba era stata tagliata “casualmente” ieri, ma i volontari mi hanno più volte riferito che normalmente è tutto lasciato all’incuria.
Infine la zona sgambo è piena di pezzetti di plastica, potenzialmente mortali se ingeriti è sicuramente inquinanti, che provengono da una azienda vicina, mai controllata da questa amministrazione comunale.
Decine i cuccioli, che testimoniano quanto le politiche di prevenzione sul randagismo legate alle sterilizzazioni siano pressoché assenti.
Molti i cani terrorizzati, uno addirittura nascosto tra la porta e il muro. Chissà cosa gli avrà fatto l’uomo.
Ho parlato anche con il sindaco Massimo Grillo , non è tollerabile che ci siano dipendenti pubblici pagati per “gestire” in questo modo una struttura pubblica, è ora di finirla”.
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