Tagliente: “Ecco la posizione da assumere durante l’esecuzione inno nazionale”

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AgenPress. Durante l’esecuzione dell’inno nazionale si assume la posizione eretta con le braccia distese lungo i fianchi.”

 

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Lo ha detto il Prefetto Francesco Tagliente intervenuto come ospite della Conviviale interclub Rotary E-Club Roma e R.C. Roma Sud-Ovest presso il Crowne Plaza via Aurelia Antica 415.

 

“Durante l’esecuzione dell’Inno – ha sottolineato Tagliente – cosi come ai militari è richiesto di mettersi sull’attenti, ai civili è richiesto di assumere una posizione di rispetto, in piedi e con le braccia distese lungo i fianchi. Quindi non è previsto portarsi la mano destra all’altezza del cuore, o addirittura con le braccia conserte, le mani in tasca o dietro la schiena che potrebbe apparire addirittura come una mancanza di rispetto.”

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“È bene ricordare anche – ha proseguito Tagliente – che l’inno è obbligatorio eseguirlo solo quando ci sono in visita ufficiale il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio oltre che durante le ricorrenze nazionali e le cerimonie militari e ancora in presenza della bandiera d’istituto militare o la bandiera di guerra. Al di fuori di questi casi non è obbligatorio suonare l’Inno ma se si decide di farlo vanno evitate interpretazioni soggettive a canzonetta. l’Inno di Mameli va intonato nella versione originale, possente e dinamica di canto di popolo, come pensato da Goffredo Mameli e Michele Novaro.”

La serata è proseguita con un dibattito alimentato dalle domande del dott. Antonio Vadalà e dall’Avvocato Loredana Carrillo presidenti dei due Club organizzatori della conviviale, oltre che da rappresentanti di altri Club intervenuti.

 

È stato un dibattito molto vivace e partecipato. Dalle cause del degrado etico e sociale che sta alimentando il fenomeno “criminale e sociale” delle nuove baby gang, alle responsabilità dei cattivi educatori soprattutto del mondo della comunicazione e dei social.

 

Non sono mancate le domande su cosa possono fare i club di servizio a scopi umanitari, sociali, sanitari, culturali o educativi, e tutte le persone impegnare a servire il Paese, per ridurre i fattori di rischio che influiscono su alcuni comportamenti pericolosi di molti giovani.

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