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Taglio parlamentari. Siragusa (M5s). Voterò “No” e altri faranno come me

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AgenPress – “Quando ho deciso di espormi per il NO, sapevo che avrei avuto solo “da perdere” e avrei avuto molte contestazioni.
So benissimo che questa riforma riscuote un forte sostegno tra la gente, alimentata da anni di antipolitica.
Non è semplice esporsi per il NO”.
Lo afferma in una nota la deputata del M5s Elisa Siragusa e in una intervista a la Stampa.
“Ma ci sono anche tantissimi cittadini che stanno lottando per salvare la nostra costituzione.
Meno cittadini dentro i palazzi non è una buona notizia per la democrazia. Le ragioni del si sono deboli, inconsistenti, alimentate solo dall’odio sociale verso una classe politica che effettivamente negli anni non ha dato il meglio di se.
Ma questo deve spingerci a migliorare la classe politica, non ad eliminare i rappresentanti del popolo.”.
Sulla possibilità di uscire dal M5s, “non so cosa farò. Il sogno di Beppe Grillo era anche il mio sogno”, ma “i sogni svaniscono. Non posso negare di essere delusa”.
Nel merito del referendum, “non sono contraria a una riduzione del numero dei parlamentari, ma così si riduce solo la rappresentatività e i parlamentari saranno più controllabili dal partito”, dichiara Siragusa.
“Alcuni colleghi mi hanno scritto per attestarmi la loro stima – racconta – altri per dirmi che la pensano come me, anche se non si esporranno”.
Siragusa spiega di aver votato a favore in Aula “perché nel Movimento devi votare come viene deciso dal partito. Il dissenso viene visto come un tradimento”.
Tuttavia “i dubbi su questa riforma sono cresciuti votazione dopo votazione. Arrivati alla quarta lettura, con anche il Pd che votava a favore, ho pensato fosse giusto andare avanti e dare la parola finale ai cittadini. Infatti ho firmato per chiedere il referendum”.
Inoltre “ci sono delle questioni tecniche, dove sono stati fatti errori marchiani”. Ad esempio “con una norma ad hoc il Trentino eleggerà più parlamentari di altre regioni, nonostante abbia un numero di abitanti inferiore. Non si capisce perché, con un milione di abitanti, debba avere 6 senatori, gli stessi della Calabria che però di abitanti ne ha il doppio”.
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