Ucraina. Berlusconi. E’ paese aggredito dobbiamo aiutarlo. Dalla Cina il pericolo più grave

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AgenPress – “L’Ucraina è il paese aggredito e noi dobbiamo aiutarlo a difendersi. In Europa aleggia lo spettro di una crisi internazionale che non ha precedenti nel secondo dopoguerra. Non posso che condividere l’orrore e il dolore per le immagini di Kiev” e “gli appelli di quanti, primo fra tutti papa Francesco, invocano uno sforzo per arrivare alla pace”.

Le affermazioni a sostegno della pace in Ucraina arrivano all’indomani della polemica scatenata da un’altra affermazione del presidente Berlusconi: “In Ucraina bisogna arrivare al più presto a una pace. Io credo che l’Europa unita deve fare una proposta di pace, cercando di far accogliere agli ucraini le domande di Putin“, queste le parole del Cavaliere che, ieri, hanno fatto discutere e hanno animato le polemiche nel mondo della politica italiana.

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“Forza Italia è – e rimarrà sempre – dalla parte dell’Europa, dalla parte dell’Alleanza Atlantica, dalla parte dell’Occidente, dalla parte degli Stati Uniti”. 

“L’Italia non può essere il ventre molle dell’Occidente e soprattutto non può diventarlo per responsabilità di Forza Italia: le parole di Berlusconi di ieri purtroppo non smentiscono le nostre ambiguità. Spero che oggi, dal palco di Napoli, emerga una netta presa di posizione a favore di Ucraina, Unione Europea, Nato e Occidente. Oggi più che ascoltare le parole di Putin, occorre ascoltare il grido di dolore dell’Ucraina, violentata e oppressa dall’invasore”,  ha detto il ministro degli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, a margine di un convegno nell’ambito della fiera Didacta in corso a Firenze. E su questo aspetto è tornato il Cavaliere.

Ma è un Berlusconi a 360 gradi che torna sulla questione della sinistra italiana, da sempre uno dei suoi bersagli: “A proposito di atlantismo, io apprezzo molto lo zelo atlantista di queste settimane del Partito Democratico, vorrei solo ricordare che la storia della sinistra italiana non è sempre stata questa. Non parlo soltanto dell’opposizione feroce del Partito Comunista all’ingresso dell’Italia nella Nato, né del sostegno all’invasione dell’Ungheria: voglio ricordare, in tempi molto più recenti, negli anni ’80, l’altrettanto feroce opposizione alla decisione del governo Craxi di installare i cosiddetti “euromissili” per rispondere alla minaccia dei missili sovietici puntati direttamente contro il nostro Paese”.

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“Oggi siamo di fronte a uno scenario internazionale nel quale il pericolo più grave viene dalla Cina. Sul piano economico, politico e militare”, ha dichiarato Berlusconi. “La Cina è uno stato comunista e totalitario, con la bomba atomica e potenzialità ben superiori a quelle della Russia. I fatti dell’ucraina portano Mosca ad avvicinarsi a Pechino. Siamo vissuti per tanto tempo sotto l’ombrello della Nato e dell’America. Oggi le priorità americane, in prospettiva, si spostano verso Pacifico e sfida della Cina”.

 

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