Ucraina. Don Oleksandr: “Il nemico si nasconde attraverso tante bugie e propagande”

- Advertisement -

AgenPress –  “Se cesserà il fuoco, se ci sarà la pace, non solo la tregua, allora si potrà parlare di perdono. Sarà una lunga strada  di tre o quattro generazioni”.

Lo dice in un’intervista a Vatican News don Oleksandr Khalayim, sacerdote ucraino della diocesi latina di Kamjanets-Podilskyj, che ieri era tra i Missionari della Misericordia che hanno partecipato all’incontro con papa Francesco in Vaticano.

- Advertisement -

“I primi giorni del conflitto era difficile credere e accettare che nel ventunesimo secolo abbiamo ancora la guerra e che questo sta succedendo nel mio Paese, con il mio popolo. Poi mi sono subito posto la domanda: cosa posso fare io? E’ maturata la decisione di essere con la gente [con i soldati, con i tanti volontari civili, ndr] che adesso attende la Parola di Dio e l’assistenza spirituale. La funzione del cappellano è di ascoltare, celebrare le messe, confessare, dare coraggio e stare con queste persone. Loro sanno perché combattono: per la propria famiglia. Sono pronti a dare tutto per difendersi. E’ importante essere vicino anche alle persone anziane che sopravvivono ai forti bombardamenti, affinché nessuno si senta da solo”.

Cosa serve al popolo ucraino oggi?

“Credo che Ucraina non abbia mai avuto questa unità e solidarietà. Ringrazio per tutto ciò che sta facendo il popolo italiano e tanti altri. Servono la solidarietà, la vicinanza, ma serve anche cercare la verità. Il nemico si nasconde attraverso tante bugie e propagande. La verità grida, non bisogna avere paura di dire la verità, nonostante questo voglia dire la perdita di sicurezze materiali. Dietro una verità non detta c’è sempre qualcuno che dà la vita. E se ciò succede si diventa corresponsabili per la morte degli innocenti. E poi c’è la preghiera. La guerra è sempre contro i diritti umani. Vorrei ringraziare anche per gli aiuti ai militari. Noi stiamo difendendo la nostra terra. La libertà non è solo parole ma è una responsabilità. E in nome di questa bisogna essere disposti a dare non solo un pezzetto della propria vita ma alle volte tutta la vita”..

- Advertisement -

L’odore di bruciato, l’odore della guerra. “Non si può spiegare a parole. Con un diacono siamo passati vicino Donetsk e lo abbiamo sentito l’odore di guerra. L’odore di morte non si può spiegare. A Bucha, a Gostomel si sente il tanfo di bruciato. A Chernihiv c’è l’odore di abbandono, tutto è distrutto. Poveri anziani soli. Una persona da cinque giorni non si poteva muovere, nessuno la poteva aiutare. Riusciva solo a prendere l’acqua dai termosifoni per bere. Così è sopravvissuta. Ogni città ha il suo odore di sofferenza. Non si può descrivere. Qui la Chiesa deve impregnarsi di questo odore e restare accanto con diverse modalità di aiuto. La vera Chiesa è una Chiesa ‘flessibile’”.

- Advertisement -

Altre News

Articoli Correlati