Ucraina. Johnson: “sostenere gli ucraini. Loro devono decidere cosa vogliono fare. Non forzarli ad un negoziato”

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AgenPress – “Crediamo che si debbano aiutare gli ucraini a ottenere una capacità di resistenza strategica, devono continuare ad andare avanti. Ma non possiamo essere più ucraini degli ucraini, è la loro crisi, loro devono decidere cosa vogliono fare.  Non vogliono essere forzati a un negoziato, non acconsentiranno a un conflitto congelato nel quale Putin è in grado di continuare a minacciare ulteriore violenza e aggressione”.

Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera (realizzata assieme al quotidiano spagnolo El Mundo, al francese Le Monde e alla tedesca Süddeutsche Zeitung) il primo ministro britannico Boris Johnson.

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C’è il rischio “di una stanchezza sull’Ucraina, c’è il rischio che la gente non riesca a vedere che questa è una battaglia vitale per i nostri valori, per il mondo. I costi dell’energia, la spinta dell’inflazione, i prezzi del cibo stanno avendo un impatto sulla fermezza delle persone: ma questo non sta avendo un impatto sulla fermezza del Regno Unito”.

Il nostro ruolo “è di essere a sostegno dell’Europa e continueremo sempre a farlo, lo abbiamo fatto per più di un secolo: offriremo sempre appoggio per quanto riguarda la sicurezza”.

Il territorio ucraino “deve essere restaurato, almeno nei confini prima del 24 febbraio, la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina devono essere protette”. Il futuro del mondo “dipende dal mantenere una forte, robusta posizione sull’Ucraina. Cosa dobbiamo fare è lavorare assieme come europei per evitare quello che credo sarebbe un disastro, ossia una cattiva pace in Ucraina, costringere gli ucraini ad accettare termini che dovrebbero essere un anatema per gli europei”.

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Per Johnson, nei prossimi mesi, bisogna aiutare gli ucraini “a cambiare la dinamica della situazione: e questo è ciò che proporrò ai vertici del G7 e della Nato”. Fintantoché “gli ucraini sono capaci di montare una controffensiva, dovrebbero essere sostenuti, con l’equipaggiamento che ci stanno chiedendo”.

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