Ucraina. Le armi contro i “sicari di Putin”. La democrazia prevalga sul nostro “egoismo economico”

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AgenPress – Sono passati 100 giorni da quando il “dittatore russo” ha invaso l’Ucraina distruggendola e uccidendo migliaia di cittadini innocenti. La scusa è “denazificare”, la realtà è “deucrainizzare” il Paese. E che lo stia facendo lo dimostrano i bombardamenti contro tutti gli obiettivi civili, mietendo vittime e giustiziando i cittadini inermi.  Il suo stile ricorda un nazista “doc”, Hitler, amico e alleato “mortale” di Stalin.

Putin è l’erede di Hitler, ma per lungo tempo l’Occidente e gli Usa lo hanno sottovalutato.  Stupri, uccisioni, fosse comuni, deportazioni di migliaia di ucraini in luoghi isolati della Russia, dei quali non si sa più nulla. Bambini ucraini dati in adozione. E tanti e tali sono i crimini di guerra che Putin non deve vincere, e deve essere condannato. E chi oggi, in Italia, blatera affermando di non inviare le armi per consentire all’Ucraina di difendersi, vuole favorire il “dittatore russo” che continua a bombardare.

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I pacifisti da tastiera, i tanti Salvini che parlano di pace, lo fanno non menzionando mai Putin, il dittatore sanguinario che invaso,  ma Zelensky che la deve smettere di chiedere le armi e addirittura deve cedere i territori alla Russia. 

“Pace…pace…pace”, quante volte viene citata la parola “pace”! Ma qualcuno pensa veramente che Zelensky e gli ucraini vogliano combattere e non vivere in pace? Chi ha invaso non vuole la pace, ma la guerra!

Mentre tutti andavano da Putin per chiedere il “cessate il fuoco”, lui continuava ad ordinare di uccidere e distruggere.

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E chi parla di “pace” quando ha voluto una legge che consente di sparare ad un ladro che ti entra in casa per legittima difesa, sa tanto di ipocrita e opportunista sulla base dei sondaggi che vede prevalere il “no” alle armi da parte di quegli italiani che forse hanno dimenticato il sacrificio di milioni di italiani che hanno combattuto e sono morti per consentire alle future generazioni di vivere in democrazia e in “pace”.

Anzi, gli ucraini debbono finirla di chiedere sempre più armi in questa guerra che è diventata, come ha detto Stoltenberg, di “logoramento”.

Ma non c’è un termine per difendere la democrazia e la libertà contro l’oppressione russa. Putin non ha alcuna intenzione di fermarsi con l’Ucraina, vuole attaccare l’Occidente, la Nato.

Senza le nostre armi l’Ucraina sarebbe già stata cancellata. Non possiamo voltarci dall’altra parte spinti da un “egoismo economico” che dimentica le vittime civili e le atrocità commesse dai sicari di Putin.

Il grande progetto di Putin e la sintonia con il dittatore Xi Jinping, deriva dalla convinzione che l’Occidente non si difenderà, che lascerà al suo destino l’Ucraina che oggi combatte per difendere la propria casa, il proprio territorio a fronte di un “dittatore” che da tempo covava di invadere il Paese per cancellarlo dalla cartina geografica. Nostro dovere è aiutare i cittadini ucraini a difendersi, loro diritto è non cadere sotto la scure di Putin che non ha alcuna intenzione di fermarsi. Non facciamo dell’Ucraina una seconda Afghanistan, lasciata in mano ai talebani.

Putin non deve vincere, in alcun modo, l’Ucraina vinca per le prossime generazioni e “schiacci” un dittatore “canaglia” che non ha alcun diritto di invadere un paese, uccidere, massacrare e deportare.  

Si arriverà ad un negoziato, certo, ma non alle condizioni di Putin, perché ciò significherebbe la vittoria della dittatura sulla democrazia, e non possiamo permettercelo, qualsiasi sia il costo che dobbiamo pagare, perché la democrazia non ha prezzo, e l’Ucraina sta dimostrando che la democrazia vale molto di più della vita umana. Sacrificare le proprie vite per lasciare alle future generazioni un paese libero.

Maria Conti (direttore AgenPress)

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