Ue. Ok al sesto pacchetto contro Russia. Embargo petrolio costerà a Putin fino a 22mld di dollari

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AgenPress –  L’embargo Ue sulle importazioni di petrolio russo via mare scatterà tra otto mesi e non a fine anno come era stato detto inizialmente. Alcune esenzioni speciali temporanee saranno concesse alla Repubblica Ceca per 18 mesi (sui prodotti petroliferi) e fino al 2024 per la Bulgaria. Non è indicato il termine invece della deroga per il greggio consegnato tramite oleodotti, ossia quello che scorre lungo la pipeline Druzhba di cui godono Ungheria, Slovacchia, Polonia e Germania.

Come riporta milanofinanza “con l’embargo sul petrolio le compagnie petrolifere russe, Lukoil fra tutte, potrebbero perdere oltre 10 miliardi di dollari in un anno. Numeri pesanti, che fanno ancora più notizia perché a confermarli è Kirill Melnikov, a capo del Centro per lo sviluppo energetico russo, e a rilanciarli è la stessa agenzia Tass, che fino a ieri aveva minimizzato gli effetti delle nuove sanzioni e sottolineato le divisioni europee che rallentavano la decisione, presa nella notte con la sola esclusione del petrolio trasportato via terra ai Paesi senza sbocchi sul mare, come Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. L’embargo si applicherà tra 6 mesi.

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Secondo i calcoli di Bloomberg, invece, la Russia potrebbe perdere ben 22 miliardi di entrate dall’interruzione dell’export petrolifero. La stima è basata su un prezzo medio del greggio Ural di 85 dollari al barile e sulle consegne 2021. Bloomberg ha calcolato in 10 miliardi di dollari il buco generato dallo stop delle forniture di petrolio via mare.

Nelle conclusioni del summit Ue si legge che “il Consiglio europeo tornerà sulla questione dell’eccezione per il greggio consegnato tramite oleodotto il prima possibile”. Senza però indicare una data. È una vittoria del premier ungherese Viktor Orbán che fin dall’inizio si è opposto all’embargo sul petrolio russo che Budapest riceve esclusivamente via oleodotto non avendo accesso al mare. I Paesi Ue che godono di questa eccezione continueranno ad acquistare il greggio russo, più economico, mentre gli altri non potranno farlo. Tali misure dovrebbero includere un divieto di riesportazione del petrolio russo in arrivo tramite oleodotto e di rivendita di prodotti raffinati dal greggio russo (deroga di 18 mesi per Praga).

Il sesto pacchetto di sanzioni contiene, oltre all’embargo sul petrolio russo che arriva via mare, l’esclusione di tre banche russe tra cui Sberbank, il principale istituto bancario del Paese, dal sistema di pagamento internazionale Swift. Viene colpita anche la seconda banca della Bielorussia. C’è lo stop a tre emittenti tv russe e si allunga la black list (i testi legali sono in fase di definizione e solo allora si avrà la certezza): vengono aggiunte diverse personalità, tra cui il patriarca Kirill, leader della Chiesa ortodossa russa, e i militari responsabili delle atrocità compiute a Bucha e in altre aree del Paese. Le compagnie assicurative e le società di consulenza europee non potranno più offrire servizi per le società russe.

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