Università. Binetti (Udc): Ripartire da concorsi trasparenti

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AgenPress. “Se si pensa alle grandi riforme di cui il Paese ha bisogno, il Pnrr  ha un punto di snodo essenziale nell’Università, nella sua azione di ricerca avanzata e nella formazione di una futura classe dirigente competente nei diversi ambiti di sviluppo scientifico ed economico, tecnologico e organizzativo, umanistico e sociale.

 

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Ma proprio per questo l’Università ha bisogno di docenti capaci di assumere questa mission specifica mostrandosi all’altezza delle aspettative del Paese. Ma, come è tristemente e

drammaticamente noto, in molti casi non è affatto così. L’ultima inchiesta è quella che ha scoperchiato il sistema dei concorsi pilotati alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova. Una ventina gli indagati tra docenti, ricercatori e amministrativi; ma le indagini si stanno estendendo anche ad altri atenei italiani, dalla Sapienza di Roma alla Bicocca di Milano, fino a Modena e Reggio Emilia. Dovunque si percepisce un clima di sospetto che crea uno scenario avvilente.

 

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Anche la ministra dell’Università, Maria Cristina Messa, è intervenuta recentemente su quello che ha definito come il problema del reclutamento. La Messa ha parlato chiaramente dei concorsi universitari, come di una delle priorità del Paese, sottolineando la necessità di essere il più possibile trasparenti di fronte a tutta la società, soprattutto in un momento come l’attuale in cui le risorse ci sono e vanno gestite correttamente. La ministra non ha però detto in che modo questa antica piaga potrà essere sanata.

 

Ha però sottolineato come ciò dovrebbe avvenire nel rispetto dell’autonomia riconosciuta ai singoli atenei, che gestiscono a livello locale le procedure di reclutamento per l’accesso alla carriera universitaria. Ora questa operazione sarà tanto più credibile se la stessa ministra si farà carico dei tanti ricorsi che ci sono stati in questi ultimi anni e che sono concretamente documentati, a volte perfino con sentenze del Tar o del Consiglio di stato, ma senza che i rispettivi rettori abbiano dato seguito con fatti concreti alle denunce concrete ricevute.

 

Non è possibile credere in un futuro migliore per l’Università se non si comincia da ora a fare giustizia, rendendo giustizia a chi è stato discriminato dalla stessa università, per ragioni di facile clientelismo, la cui documentazione è agli atti e accessibile a chiunque voglia fare chiarezza e riaccendere la speranza di una maggiore trasparenza ed efficienza nei nostri Atenei”.

 

Lo sostiene Paola Binetti, senatrice dell’Udc.

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