Usa. La Corte suprema voterà per abolire il diritto all’aborto

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AgenPress – La Corte Suprema degli Stati Uniti potrebbe essere in procinto di revocare il diritto legale all’aborto a livello nazionale, secondo una bozza di documento giudiziaria trapelata senza precedenti.

Lo rivela Politico che ha ottenuto in esclusiva una bozza scritta dal giudice Samuel Alito sul parere della maggioranza dei saggi.

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In una bozza di parere di 98 pagine, il giudice  scrive che la decisione Roe v Wade del 1973 che legalizza l’aborto negli Stati Uniti è “estremamente sbagliata”.

Se il massimo tribunale degli Stati Uniti annulla la sentenza, le “leggi trigger” potrebbero rendere immediatamente illegale l’aborto in 22 stati degli Stati Uniti.

I giudici non dovrebbero emettere una sentenza fino all’inizio di luglio.

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La legge del 1973 è nel mirino della corte perché sta valutando una sfida al divieto di aborto del Mississippi dopo 15 settimane, che i giudici hanno ascoltato a dicembre.

Il documento è un ripudio “totale e fermo” della storica sentenza “Roe vs Wade”, di quasi 50 anni fa, che garantiva la tutela costituzionale federale del diritto all’aborto, poi integrata da una successiva decisione del 1992 – “Planned Parenthood vs Casey” – che in gran parte confermava il diritto.

“Riteniamo che ‘Roe e Casey’ debba essere annullata” si legge nel documento intitolato ‘Parere della Corte’. “Roe aveva terribilmente torto fin dall’inizio: è tempo di dare ascolto alla Costituzione e restituire la questione dell’aborto ai rappresentanti eletti del popolo” dice ancora la bozza.

In passato i giudici hanno spesso cambiato posizione rispetto alla linea manifestata nell’opinione pubblica. C’è da sottolineare che finora non era mai stata fornita un’anticipazione di documenti allo studio o oggetto di future votazioni. La decisione della Corte Suprema, inoltre, non sarà definitiva fino a quando non verrà pubblicata. Quel che è certo è che la rivelazione di Politico molto prevedibilmente aprirà un acceso dibattito in tutto il Paese, soprattutto perché al momento l’indicazione della Corte appare orientata ad annullare il principio che autorizza l’aborto.

È pur vero, dobbiamo ricordare, che già dal 1973 i movimenti e gli attivisti contrari alla possibilità per le donne di scegliere (i cosiddetti anti-choice), pur non potendo fare nulla contro il diritto delle donne di interrompere la gravidanza, hanno al contempo fatto di tutto, in molti casi riuscendovi, per indebolire l’accesso ai servizi relativi all’aborto. E questo è solo uno dei tanti aspetti che dimostrano la centralità di una battaglia ideale così divisiva e importante per l’opinione pubblica americana (e non solo).

La decisione ha suscitato immediate proteste da parte dei Democratici e proteste – sia da parte di sostenitori pro e anti-aborto – fuori dalla Corte Suprema lunedì sera.

Il presidente della Camera dei rappresentanti Nancy Pelosi e il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer – entrambi democratici – hanno rilasciato una dichiarazione congiunta affermando che se il rapporto fosse accurato, la “Corte suprema è pronta a infliggere la più grande restrizione dei diritti degli ultimi 50 anni”.

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