Valente (PD): “Donne vittime due volte: a casa e nei tribunali”

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Adunata alpini? Più che sulle pene bisogna insistere sul tema culturale


AgenPress. «Nei casi di violenza domestica le madri e i figli sono vittime due volte: prima dei mariti/padri violenti e poi delle aule giudiziarie».  E’ quanto emerge da un’indagine della Commissione di inchiesta sul Femminicidio presentata al Senato.

Una delle conseguenze di quella che viene definita vittimizzazione secondaria è il fatto che le madri vengano accusate di essere delle cattive madri e i loro figli, incredibilmente, vengano affidati ai padri dalla cui violenza avevano cercato di sottrarsi.

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Ne ha parlato la senatrice del Pd Valeria Valente ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi su Radio Cusano Campus.

“La nostra indagine –ha affermato Valente-. ha accertato che tante donne nei tribunali civili se le donne provano ad allegare violenza come accade nel 34% questo non viene letto dal giudice civile, che non è competente, ma è anche intriso di stereotipi, ragion per cui non applica alcuna delle norme previste in disciplina di violenza. Quindi costringe la donna a raccontare quanto accaduto in presenza dell’uomo violento, oppure la costringe a tentare la mediazione, ma soprattutto quando si tratta di assumere la decisione finale può decidere di affidarlo al padre violento o di ritenere la madre inadeguata, viene ritenuta responsabile la donna e il bambino viene affidato ad una casa famiglia.

La donna dunque diventa vittima due volte, anche di un sistema che non le crede, che non è specializzato”.

Su quanto accaduto all’adunata degli Alpini a Rimini.

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“Si continua ad insistere sull’aumento delle pene ma non cambia niente, è un tema culturale e bisogna partire dal tema culturale. Vivere in una società maschilista significa che l’uomo sta ancora al mondo pensando di esercitare sulla donna quel potere anche per non deludere un’aspettativa sociale. Molto spesso questa dinamica culturale alberga anche nelle nostre aule di giustizia. Ognuno di noi può essere portatore di pregiudizi senza neanche accorgersene”.

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