Varese. Oggi i funerali di Carol Maltesi, 26 anni, uccisa e fatta a pezzi da Davide Fontana

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AgenPress– Si svolgeranno oggi i funerali di Carol Maltesi, attrice di 26 anni conosciuta negli ambienti a luci rosse col nome di Charlotte Angie, fatta a pezzi dal vicino di casa ed ex compagno Davide Fontana, reo confesso. La ragazza è stata massacrata nella sua casa a Rescaldina, alle porte di Milano. Dopo averla uccisa, Fontana l’ha smembrata conservando le parti del corpo in un frigorifero comprato online prima di portarli a Borno, in Valcamonica, per gettarli in un dirupo dove poi sono stati trovati.

L’omicidio, ha raccontato nella sua confessione, sarebbe stato compiuto al culmine di “un gioco erotico” con un martello. Successivamente l’uomo avrebbe smembrato il corpo della 26enne riponendolo in un freezer acquistato online per l’occasione e installato nell’abitazione della vittima a Rescaldina, nella provincia milanese.

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L’impiegato aveva confessato agli inquirenti di aver ucciso la donna e di aver impiegato tre giorni per fare a pezzi il suo corpo. E poi, dopo aver tentato di dare fuoco ai suoi resti, di averli gettati nella scarpata tra le montagne di Borno nel corso di una vacanza in un albergo di Boario Terme.

Maltesi e Fontana avevano avuto una relazione circa un anno e mezzo fa: tuttavia, il rapporto tra Carol e il bancario non era durato a lungo, sebbene i due avessero continuato a frequentarsi, nel contesto di un rapporto di “amicizia” particolare: la passione per la fotografia lo rendeva utile per scattare immagini sue e delle sue colleghe, da portare poi ai provini o caricare sui siti. A quanto pare avevano continuato anche nell’intimità, in maniera occasionale, almeno stando al racconto di una vicina di casa.

Proprio mentre giravano alcuni video amatoriali, nell’appartamento dove la donna viveva, si sarebbe consumato l’omicidio. Dopo aver terminato le riprese di un primo filmato più “soft”, i due sarebbero saliti al piano di sopra, nella camera da letto dove si trovava un palo da lap dance. A quello Fontana avrebbe legato i polsi della ragazza con del nastro telato, facendo poi lo stesso con i piedi e mettendogli un sacco di plastica nero sulla testa. A questo punto il racconto non è molto chiaro: il “copione” secondo l’assassino prevedeva che la colpisse in modo leggero con un martello, ma arrivato alla testa avrebbe perso il controllo e incominciato a ferirla gravemente. Rimasta in fin di vita, l’avrebbe poi uccisa con una ferita alla gola, utilizzando un coltello.

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Avrebbe poi cancellato il video dal cellulare, ma gli inquirenti stanno cercando di recuperarlo con l’utilizzo di appositi software, anche per controllare la veridicità delle sue affermazioni. Fontana sarebbe poi andato al Bricoman di Rescaldina, dove avrebbe acquistato un’accetta e un seghetto professionali, utilizzati per sezionare il cadavere a più riprese nei tre giorni successivi, per poi conservarlo in un freezer a pozzetto ordinato su Amazon e installato nell’appartamento della vittima. Ci sarebbero poi stati alcuni tentativi da parte dell’uomo, nelle giornate successive, di disfarsi del corpo bruciandone i pezzi con alcol e benzina, nell’area grill di un bed&breakfast di Vararo, ma senza successo.

A quel punto la decisione di abbandonarli a Paline di Borno, località montana del bresciano al confine con Bergamo, scelta perché luogo delle vacanze di famiglia quando era bambino. Per due mesi avrebbe risposto ai messaggi al posto di Carol e risposto al suo telefono ad amici e conoscenti, dicendo che aveva chiuso col porno e forse era andata a Padova. Tutto questo fino alla svolta a inizio settimana, quando durante l’interrogatorio è crollato e ha confessato l’omicidio, spiegando di non poter più convivere con il senso di colpa.

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