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Verini (PD): “Correnti della magistratura che passano il loro tempo a spartirsi incarichi”

Agenpress. Walter Verini, responsabile del Pd per la Giustizia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul caso Palamara e i problemi del sistema Giustizia. “La Giustizia, la magistratura, la terzietà di chi persegue i reati sono un baluardo della democrazia, se perdono credibilità a rimetterci è la democrazia. La perdita di credibilità dipende soprattutto da comportamenti interni alla magistratura, è vitale che nella magistratura ci siano correnti culturali, di pensiero giuridico che si confrontino, ma altro conto sono le correnti che passano il loro tempo a spartirsi incarichi e a discutere di nomine. E’ urgente ridare credibilità alla magistratura e noi in Parlamento ci stiamo provando.

Ci eravamo accorti di questa situazione, tanto che nella scorsa legislatura abbiamo provato ad aggredire dei nodi fondamentali. Abbiamo fatto la riforma del Civile. Adesso il cdm ha già approvato una riforma del processo penale che non potrà durare più di 5 anni. Stanno poi entrando in ruolo molti magistrati, centinaia di personale amministrativo. Non bisogna tornare alla normalità, perchè la normalità di prima conteneva quelle storture, anche nel campo della Giustizia, ci vuole una nuova Giustizia.

Da Berlusconi partì un tentativo di colpire l’indipendenza della magistratura, ci fu una reazione della magistratura e iniziò uno scontro tra politica e magistratura. La giustizia non deve essere terreno di scontro politico, da parte di un populismo giustizialista e di un garantismo usa e getta. Dobbiamo lavorare per una giustizia giusta. Dobbiamo lavorare su 4 cose: riforma del Csm, riforma del penale, completamento della riforma del processo civile e riforma del penitenziario”.

Riguardo le intercettazioni tra Palamara e Auriemma su Salvini. “Due magistrati che non seguivano minimamente l’indagine su Salvini parlavano tra di loro. Secondo me un magistrato in generale deve attenersi, anche nel linguaggio, a sobrietà e a rigore, ma comunque quelle conversazioni non c’entrano niente con le indagini. Non credo ci sia una persecuzione nei confronti di Salvini. Sottoporsi liberamente e volontariamente a delle indagini e poi difendersi mi pare il metodo più garantista per tutti”.

Sulla richiesta di dimissioni di Ermini da vicepresidente del Csm chieste da Di Nicola (M5S). “Non so a che titolo il senatore Di Nicola abbia fatto quella richiesta di dimissioni di Ermini, non so se sia una posizione personale o di tutto il M5S, ma in ogni caso mi sembra una posizione sbagliata. Noi stiamo lavorando ad una riforma del Csm, che deve partecipare con la sua autonomia a questo processo di riforma per far ritrovare credibilità alla magistratura. Al di là delle modalità con cui l’organo è stato eletto, una volta che si sono dimessi i magistrati ritenuti protagonisti di fatti imbarazzanti, l’organo ha ripreso a funzionare, io penso che questo organo col suo vicepresidente Ermini dovrebbero continuare a lavorare e partecipare a questo percorso di riforma”.

Su Legnini. “Mi pare abbia già chiarito il senso. Erano i giorni in cui un magistrato che indagava su Salvini veniva lapidato per il solo fatto di aver aperto un fascicolo. Legnini ha chiarito di essere intervenuto a tutela dell’autonomia di quel magistrato, non contro Salvini. Chiedere le sue dimissioni da commissario per la ricostruzione, per una cosa accaduta in un’altra sede e in un altro ruolo, mi sembra solo una mossa politica della Lega”.

 

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