Via Lattea. Fotografato per la prima volta il buco nero. Si trova a circa 27mila anni-luce dalla Terra

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AgenPress – L’Event Horizon Telescope (EHT) ha individuato qualcosa di incredibile nella galassia della Via Lattea, qualcosa che il suo team chiama “innovativo”. 

L’immagine è la prova definitiva che al centro della Via Lattea c’è un buco nero. Pubblicato in 10 articoli su The Astrophysical Journal Letters, il risultato è annunciato in tutto il mondo a partire dalla Germania, con lo European Southern Observatory (Eso); in Italia da Inaf, Infn e le due università.

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Il team dell’Event Horizon Telescope (EHT) ha anticipato la scoperta online , ma l’annuncio completo arriverà durante una serie di conferenze stampa alle 9:00 EDT (1300 GMT) ospitate da istituzioni di tutto il mondo. Gli eventi di scoperta della Via Lattea saranno anche trasmessi in streaming online per la visualizzazione pubblica. Dopo le conferenze stampa, sia la National Science Foundation (NSF) che l’ European Southern Observatory (ESO) ospiteranno panel di domande e risposte indipendenti che saranno trasmessi anche online.

L’EHT è una rete di radiotelescopi in tutto il mondo che studia, principalmente, i buchi neri. Nel 2019, l’EHT ha preso in giro in modo simile una nuova scoperta che si è rivelata la prima immagine in assoluto di un buco nero. Indipendentemente da quale sia la scoperta, sarà sicuramente avvincente. Di seguito sono riportati i dettagli per i webcast in diretta che trasmetteranno in streaming gli annunci EHT, nonché le successive sessioni di domande e risposte.

Lo scatto storico, frutto del lavoro di più di 300 ricercatori di 80 istituti in tutto il mondo che insieme formano la Collaborazione Eht, il buco nero non è visibile direttamente perché non emette luce: si vede uno spesso anello di gas brillante, delle dimensioni che avrebbe se fosse intorno alla Luna, che circonda una regione centrale scura chiamata ‘ombra’. L’anello è prodotto dalla luce distorta dalla potente gravità del buco nero, che ha una massa pari a quattro milioni di volte quella del Sole ed è distante dalla Terra 27.000 anni luce, in direzione della costellazione del Sagittario. Sebbene i due buchi neri sembrino molto simili, quello della Via Lattea è oltre mille volte più piccolo e meno massiccio rispetto a quello di M87.

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Un risultato “straordinario”, che dimostra quanto la collaborazione internazionale in campo scientifico sia importante e quanto sia importante per l’Italia farne parte: così il ministro dell’Università e la Ricerca, Maria Cristina Messa.

“Complimenti al grande e globale gruppo di lavoro che ha consentito di raggiungerlo e, all’interno di questo, alle scienziate e agli scienziati italiani. Questa scoperta – ha proseguito il ministro Messa – dimostra come le reti collaborative di ricerca internazionale siano fondamentali per il progresso di tutti, di come sia importante per l’Italia farne parte investendo, in modo continuo e stabile negli anni, in grandi infrastrutture di ricerca e di dati, per rafforzarle e implementarle sempre di più, e di come si debba fare uno sforzo per preservare queste reti anche in momenti di crisi”.

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