Vicenza. Uccide l’ex compagna e quella attuale. Poi si toglie la vita. In macchina trovati esplosivi

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AgenPress –  Una donna di 42 anni, Lidia Miljkovic,  di origine serba è stata uccisa stamane a Vicenza a colpi di pistola dall’ex compagno. L’omicidio è avvenuto in strada, nel quartiere Gogna, un’area della periferia di Vicenza, ai piedi dei colli. La donna aveva appena accompagnato a scuola i due figli e aveva ripreso l’auto per dirigersi in via Vigolo.  Secondo i primi accertamenti degli investigatori, l’ex marito, anche lui di origini serbe, con i quali la vittima forse aveva un appuntamento, ha iniziato a sparare mentre la donna era ancora dentro la vettura.

La donna era stata picchiata, e poi denunciata dall’ex compagno.  Lo ha rivelato il titolare della ditta per cui la vittima lavorava, la Food&co di Vicenza, una ditta specializzata in catering.  “Le aveva fracassato il cranio” causandole ferite gravi. La denuncia ai suoi danni sarebbe stata presentata dall’uomo per il presunto abbandono dei figli. Nel 2019 era stato infine emesso il divieto di avvicinamento per l’ex compagno.

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“E’ stata in malattia per diverso tempo – ha raccontato ancora – per percosse è stata anche ricoverata all’ospedale. Era dentro e fuori dal tribunale con denunce assurde. Una tragedia annunciata, come tutte le tragedie di questo genere. Gente pazza che va in giro tutto il giorno senza far niente”.

Poche ore dopo il killer, Zalatan Vasiljevic, bosniaco, è stato  trovato morto dentro un’automobile, ferma in una piazzola della Tangenziale Ovest di Vicenza.

Intorno alle ore 16:00 una pattuglia ha notato un’automobile ferma in una piazzola di sosta lungo la Tangenziale Ovest della città, parallela alla A4, in zona Campedello, a pochi chilometri dal luogo del primo delitto. Gli agenti si sono avvicinati, e hanno fatto un’altra macabra scoperta: dentro c’erano due cadaveri, uno era quello di Zlatan, e al suo fianco quello di una donna, poi identificata come la sua attuale compagna, una giovane venezuelana. La vettura era carica di valigie, segno che i due avevano l’intenzione di fuggire, ma qualcosa poi probabilmente è andato storto.

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L’ipotesi più probabile è che l’omicida abbia sparato alla nuova convivente, e poi alla fine abbia rivolto l’arma contro se stesso, togliendosi la vita. Le ‘teste di cuoio’ hanno rotto i finestrini per controllare l’interno e hanno visto alcune granate, probabilmente come le due fatte esplodere da Vasiljievic durante la fuga dal primo delitto, per cui si è reso necessario l’intervento degli artificieri.

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