XIX Congresso Cisl. Patto sociale, politica dei redditi, lotta alle diseguaglianze

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AgenPress. “Un patto sociale e un grande accordo sulla politica dei redditi, lotta alle diseguaglianze, sicurezza sul lavoro e una legge di iniziativa popolare sulla partecipazione, questi i punti fondamentali al centro della Relazione di apertura ai lavori del XIX Congresso confederale, del Segretario generale della Cisl Luigi Sbarra per il quale la via maestra da perseguire resta “quella pattizia, quella dell’estensione dei migliori contratti.

Un “pilastro strutturale” da mettere in piedi è quello di “una nuova politica dei redditi suggellata da un accordo trilaterale tra governo, sindacato e mondo delle imprese” – ha aggiunto richiamando “lo spirito del ’93” e guardando ad “un nuovo patto sociale. “Lo sosteniamo da tempo” – sottolinea ancora – e ora “non possiamo che apprezzare, da parte del governo, il riaffermarsi di questa idea. Per aumentare salari e potere d’acquisto “dobbiamo agire di intesa comune, azionando diverse leve” quella fiscale e contrattuale”.

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“Quella che stiamo promuovendo –dice Sbarra citando Gino Giugni- è una marcia per una nuova concertazione. Una concertazione da innovare, da aggiornare, da rendere snella e reattiva, che porti ad affidamenti solidi e regole condivise, dando profondità al cammino fatto in quest’ultimo anno e alle intese di assoluto valore che ne sono scaturite. Di questo cammino conta il metodo, che mette insieme tutte le energie di cui dispone il Paese. E conta il prossimo traguardo, indispensabile per raggiungere quelli successivi: un nuovo “Patto sociale” organico, strutturato, condiviso”.

Non poteva mancare il ricordo di Franco Marini, che dall’XI Congresso Confederale, nel luglio del 1989 parlava “l’Italia vive una situazione che può determinare, in un senso o in quello esattamente opposto, il suo presente ed il futuro delle prossime generazioni”. Forte è in noi “la consapevolezza che mai come ora il valore dell’esperienza sindacale debba misurarsi con gli orizzonti profondi che attraversano le società”. E che, per riuscire, non ci si possa limitare alle mura domestiche, ma sia necessario “orientare la nostra azione sul piano europeo”.

“Sono parole attualissime, pronunciate da un Maestro che, -aggiunge Sbarra- ne sono certo, in qualche modo anche oggi è tra noi”.

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“Esserci per cambiare” uno slogan che riconduce alle parole di Tina Anselmi,  in tre parole il manifesto potente di una grande donna. Che da Ministra costruì la sanità e il welfare del nostro Paese. Senza mai dimenticare, lei che lo conosceva bene, il lavoro delle donne, da dove veniva. “

Ed è il lavoro, con le donne e gli uomini del lavoro, su cui il Segretario pone l’accento. “È dalla misura umana che bisogna ripartire. La centralità della persona deve essere la chiave per ridefinire equilibri che in questi decenni, a livello globale ma anche all’interno delle singole nazioni, sono andati spostandosi altrove: verso le rendite speculative e finanziarie, verso la fredda contabilità di politiche ciecamente rigoriste, antisociali e tecnocratiche, che hanno fatto avanzare in modo prepotente quella “cultura dello scarto” denunciata da Papa Francesco nelle encicliche Laudato si’ e Fratelli Tutti. “Quando al centro del sistema”, ammonisce il Santo Padre, “non c’è più l’uomo ma il denaro, quando il denaro diventa un idolo, gli uomini e le donne sono ridotti a semplici strumenti di un sistema sociale ed economico caratterizzato, anzi dominato, da profondi squilibri”.

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