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Zingaretti: “Raggi è un pericolo per Roma”. Replica: “io sotto scorta, parole come pietre”

AgenPress – “Sono presidente della Regione Lazio fino al 2023. Faccio l’amministratore da quattordici anni perché in questa Regione ho sempre vinto le elezioni e voglio portare avanti questa missione. Mi auguro che la mia comunità metta in campo altre risorse”. Sono le parole del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che intervistato al programma televisivo diMartedì in onda su La7, ha smentito la notizia di una sua possibile candidatura alla corsa per il Campidoglio, come sindaco di Roma alle prossime comunali. L’ex segretario del Pd ha precisato: “Sono stato il primo a dire che consideravo la ricandidatura di Virginia Raggi una minaccia per Roma e lo dico ancora oggi, non è che ho problemi. Non confondiamo l’amore per Roma con il basso calcolo delle alleanze politiche”.

“Le parole sono pietre” e “hanno delle conseguenze nella vita delle persone. Per Zingaretti, quindi, la ‘minaccia’ per Roma non è rappresentata dalla malavita o magari, in senso lato, dalla difficoltà di trovare un lavoro per i cittadini. No, per Zingaretti la ‘minaccia’ per Roma è rappresentata da una giovane donna finita sotto scorta per aver dichiarato guerra alla criminalità organizzata”, ha replicato Virginia Raggi.

“Le parole hanno un peso. Le parole sono pietre. Le parole colpiscono, feriscono, fanno male. Le parole hanno delle conseguenze nella vita delle persone. Le parole non sono chiacchiere”, esordisce il post di Raggi. “Politicamente si possono avere opinioni diverse ma non è lecito provare ad emarginare una persona che – al di là delle opinioni politiche – è realmente “minacciata” dalla criminalità. La ‘minaccia’ è quella dei Casamonica di voler mettere una bomba sotto l’automobile di Virginia Raggi”, ricorda lei stessa. Infine una citazione: “Carlo Levi intitolò un suo libro ‘Le parole sono pietre’. Il titolo si deve ad una frase pronunciata da Francesca Serio, madre di un sindacalista ucciso dalla mafia e icona della lotta alla criminalità in Sicilia negli anni ’50. ‘Così questa donna si è fatta in un giorno: le lacrime non sono più lacrime ma parole, e le parole sono pietre…'”.

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